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Fatti quotidiani

Chi ben “promette” è a metà dell’opera

Che bello! La struttura della ex-scuola elementare XXI luglio diventerà “La Fabbrica della cultura”, nuovo polo aggregante per la cittadinanza e tutti coloro che desidereranno visitare la nostra Sarzana, perla dell’arte e del turismo. Questa è la promessa dell’attuale amministrazione comunale, nella persona del sindaco Alessio Cavarra che si ripresenta per la prossima legislatura al fine di garantire altri cinque anni di alacre lavoro e grandi risultati.

Per l’inaugurazione della Fabbrica della cultura, quando sarà pronta(?), proporrei di utilizzare lo striscione che pubblicizza la mostra di Andy Warhol che si può ancora ammirare (anche se la mostra è terminata il 5 marzo scorso) all’entrata di Viale Mazzini a fianco del cancello arrugginito e fatiscente  del parco di Villa Ollandini.

Il che ci ricorda che Villa Ollandini è uno straordinario successo dell’amministrazione uscente, la quale è riuscita a sottoscrivere un accordo con Cassa Depositi e Prestiti per ottenere la ristrutturazione di 1/5 ( un quinto) del complesso, cioè una parte del parco, la limonaia, la casa del custode, che rimarranno pubblici a totale beneficio della collettività sarzanese, anche se, però, quest’ultima dovrà sobbarcarsi i costi dei lavori attraverso lo scomputo degli oneri di urbanizzazione (!?!)

E i 4/5 ( quattro quinti) restanti? Vedranno la realizzazione di un raffinato complesso residenziale e di un’azienda agricola che saranno messi in vendita, questa volta non a beneficio della collettività.

Ma insomma! Chi ben “promette” è a metà dell’opera e i Sarzanesi premieranno questa efficiente amministrazione accordandole nuovamente fiducia, a scapito delle “minoranze movimentistiche” che non sono capaci di promettere perché, forse, con umiltà e modestia vorrebbero prima rimboccarsi le maniche e agire per poi, semmai, vedere se i cittadini ne apprezzano il lavoro.

Forse però l’attuale amministrazione una bella lezione di governo ce l’ha impartita: vendete tutto il vendibile, in primo luogo la reputazione.

Roberta Ambrosini del Coordinamento di “Sarzana in movimento”

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