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Bike “spreching”… un danno da centinaia di migliaia di Euro per i comuni della Val di Magra

E’ da tempo che Sarzana in movimento sta raccogliendo dati per comprendere l’entità del danno economico procurato dell’operazione “Magra in Bici”, la cui fine possiamo vedere nell’immagine qui sopra.

La notizia del nostro interessamento deve essere trapelata, costringendoci ad accelerare i tempi per soddisfare le richieste di chiarimenti di tutta una comunità, e ad uscire con un’interrogazione a risposta scritta:

Baudone…

  • quanto è costato il progetto?
  • per quale motivo tale progetto è “morto”?
  • quante biciclette erano state acquistate e il costo unitario?
  • quante biciclette siano ancora utilizzabili e quante inutilizzabili e dove siano state immagazzinate?
  • l’amministrazione ha intenzione di far ripartire il progetto, con quale procedura, in quali tempi e a quali costi previsti o eventualmente a base d’appalto?

Sì, qualcuno deve aver intuito che il nostro consigliere Valter Chiappini ha “approfittato” del suo ruolo per indagare a fondo, perché improvvisamente il presidente del Parco si sveglia da un torpore millenario e occupa le prime pagine della cronaca locale con le (giuste anche se tardive) accuse verso i Comuni Spreconi….

… suscitando le funeste ire di chi più ha (ma non è a nostro parere il solo ad averla) LA CODA DI PAGLIA, il nostro Assessore allo Spreco Ciclistico Massimo Baudone:

Una storia di autoesaltazione (siamo nel 2013, ad elezioni sarzanesi da poco vinte)…

… e di successiva trascuratezza di un bene prezioso come l’oro, sia per il costo iniziale a carico in gran parte del Ministero dell’Ambiente, sia per le “pezze” messe da tutti i comuni per farlo sopravvivere qualche mese, sia per l’immagine di territorio attento alla mobilità alternativa e all’ambiente che avremmo potuto dare.

In questa storia di ennesimo spreco, diventano secondarie le critiche alla scelta infausta – grave, comunque – di porre le colonnine in un’area di poche centinaia di metri quadri, tutte in centro città.

E allora pedaliamo partendo dalla Determina 2013/40 del Parco Montemarcello Magra, dove viaggiano queste cifre…

                                                                                                                     SI DETERMINA

… per approdare a Sarzana con la Delibera di Giunta 2013/40 sotto il Commissario Straordinario in cui viene recepito il progetto e affidata la gestione per il periodo giugno/settembre…  

(e poi in calce compare questa bella tabella)

… per riprendere il percorso con un altro documento in nostre mani (la Delibera di Giunta 2014/36), nel quale si attesta che Sarzana assume il ruolo di Comune capofila per l’espletamento delle pratiche relative all’affidamento della gestione alla società torinese Bicincittà srl….

… pratica subito avallata da un protocollo d’intesa in cui si ribadisce il concetto:

Non ci pare che gli altri comuni, possano limitarsi a scagliare pietre, e a meno che – messe da parte antipatie e ripicche – non possano presentare documenti in cui dimostrano di aver sollecitato l’assolvimento della pratica iniziale da parte di Sarzana per poi, come dice il medesimo protocollo d’intesa, prendere in carico la questione.

Eppure, metti caso che la pedalata assistita fosse finita nel dimenticatoio e l’inciampare su colonnine vuote fosse diventata un’abitudine per tutti i nostri amministratori, il bravo giornalista ha provato a ricordarglielo alla vigilia di fine anno 2015:

Una storia di sprechi in cui il dono fatto agli ingrati comuni della Val di Magra dal Parco ( che comunque avrebbe dovuto avere a cuore il buon fine del progetto) è finito come vediamo nell’immagine iniziale.


Vista la rivolta popolare, sarà la volta buona che gli incapaci chiederanno le dimissioni? E che il danno erariale non sia a carico dei contribuenti ma dei cattivi amministratori?

Così da poter recuperare i fondi per ripristinare nei modi dovuti, con un progetto davvero unitario, questo bene prezioso.

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