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Che tutto cambi, purchè nulla cambi!

Cos’è cambiato fra il “piano spiagge Cavarra” ed il “piano spiagge Ponzanelli”?

Il Consiglio comunale di Mercoledì 4 Marzo scorso ci ha detto chiaramente che, a fronte alcuni dettagli cambiati, la sostanza è rimasta immutata: la “Ponzanelli’s band” suona solo una cover della versione originale composta dalla precedente Amministrazione dell’ex Sindaco Cavarra. Una perfetta continuità fra due contrapposte coalizioni politiche. A distinguerle interviene solo il diverso colore della giacca indossata dai grandi suonatori di turno…

Marinella: è stata uno dei grandi temi, ed una delle cause, di una Sarzana che ha perso quasi tutto il suo “appeal”. Forse il tema più grande. Sarebbe possibile trasformarla da enorme problema a possibile soluzione, una delle poche perseguibili, per il rilancio dell’intero comprensorio comunale, ma…

Marinella, Bene Comune. Come tale sarebbe possibile sfruttarla a vantaggio dei cittadini e della comunità, o la si deve per forza dare in pasto all’ennesimo progetto di speculazione di grossi privati, paventando il falso spauracchio che non vi è altro sistema per riemergere dal degrado?

Ebbene, la “Ponzanelli’s band”, come la “Quelli di prima’s quartet”, non ha dubbi: vince l’interesse privato sopra la difesa del bene pubblico e dell’interesse civico e, pur di farlo, si mette nuovamente a rischio il progetto di rilancio. Un po’ come fu per il megalomane ed aberrante “progetto Marinella” del Masterplan 2007, affidato proprio alla società fallimentare, oggi in liquidazione, che è “beneficiata” della proprietà salvata nel 2011 dalla ridefinizione della linea demaniale e che oggi è  il “fulcro” dell’operazione: la Marinella S.p.a. con la sua quaterna di soci al 25% – Consorzio Cooperative Costruzioni, Unieco società cooperativa, Società italiana condotte d’acqua e Condotte immobiliare e Banca Monte dei Paschi -.  Quindi avanti anche con questa Amministrazione! Ma non erano “comunisti” (Iacopi dixit)?

Nell’immagine il Capogruppo consigliare della Lega Iacopi, quello che vede tutto “rosso”, pure lui favorevole.

Concordiamo sul principio giustissimo e condivibilissimo di recuperare spiaggia erosa dal mare e tentare di mettere in piedi una marina bella ed attraente come quella successiva toscana.
E la soluzione è elementare: “se il mare si mangia la spiaggia, per recuperarne un po’, mi sposto più indietro portandomi appresso le strutture di servizio. Quindi faccio demolire le strutture esistenti, liberando la spiaggia, e le faccio rifare più indietro secondo un progetto architettonico ed organizzativo che le renda più attrattive per far vivere Marinella tutto l’anno”.
Clicca sulle immagini per ingrandire


Certo: l’uovo di Colombo. Ma, restando in tema, il Comune di Sarzana consente di far spennare la gallina dalle uova d’oro ai privati e, inevitabilmente, la gallina da spennare diventeranno i clienti dei bagni.

E già..! Un progetto che migliorerebbe il litorale, ma su cui tutto ruota, ancora e sempre, attorno alla citata striscia di proprietà privata a ridosso delle spiagge. Questa potrebbe, però, essere dichiarata proprietà pubblica se fosse effettuata la  famosa revisione,  prevista dalle norme e richiesta più e più volte, della linea demaniale. Ma sembra inutile sperarlo: nè “quelli di prima”, nè “quelli di adesso” hanno dimostrato di volerlo fare.

(Ci siamo occupati della verifica della linea demaniale rispetto alle normative di legge qui:  http://www.sarzanainmovimento.it/la-linea-demoniaca-marinella/, qui http://www.sarzanainmovimento.it/arriva-londa-mareggiata/ ed in altri articoli sullo stesso nostro sito  )

Ebbé..: una striscia di terreno che, da quel quasi nulla che valeva prima, viene – col “piano particolareggiato del litorale” – ad avere un valore di oltre 10 milioni di Euro, è indubbiamente un “bel piatto”. E, come cita il detto “piatto ricco mi ci ficco”, i privati ci si ficcano eccome!   

E allora ecco che la fallimentare Marinella S.p.a., quella “fallita” col faraonico “progetto Marinella” del “Masterplan 2007” ed attualmente proprietaria della striscia “miracolosamente salvata” dalla rideterminazione della linea demaniale fatta nel 2011, la mette in vendita.                                                             Cliccare sull’immagine per vedere l’area in verde oggi di proprietà privata

Ed ecco anche come il Comune interviene aggiungendoci del suo: anziché fare gli interessi della comunità come spieghiamo di seguito, impone la vendita “a lotti”, con un disegno che sembra in primis voler sfavorire gli attuali e i precedenti occupanti per incentivare piuttosto l’ingresso di grossi compratori: i lotti su cui costruire, infatti, non sono per singola unità presente, ma comprendono più stabilimenti e pure le spiagge libere sono state inserite in un unico lotto.

Perchè affermiamo che ancora una volta la politica sceglie di essere subalterna agli interessi privati rispetto alla difesa o l’interesse del bene pubblico?
Perchè se la striscia oggi di proprietà privata venisse ricompresa nel Demanio Marittimo, come le norme di legge sanciscono (ripetiamo: a meno che qualcuno non ci spieghi perchè a Sarzana non si può, mentre nella confinante Carrara la linea demaniale arriva fino alla litoranea pure ben più distante dalla riva),  ci sarebbero almeno tre conseguenze a favore di noi tutti:
– la regione dovrebbe ridefinire il canone annuale di concessione sulle spiagge demaniali, ora irrisorio, da girare poi al “Comune frontaliero”, con conseguenti grosse entrate nelle nostre piangenti casse,
– il Comune avrebbe la possibilità di dare in gestione interamente, dietro congruo corrispettivo le spiagge libere e libere attrezzate di sua pertinenza. L’ha fatto, ad esempio, il comune di Lerici.
– chi volesse partecipare al progetto, in particolare gli attuali concessionari, non avrebbe l’onere milionario dell’acquisto del terreno, ma solo quello della demolizione e ricostruzione delle stutture di servizio e dell’aggiudizazione della relativa concessione demaniale. L’imitando l’entità dell’investimento e, quindi, contenendo le successive tariffe per i servizi per la sua remunerazione.

Invece tutto ciò andrà a favore dei grossi privati e/o a scapito dei piccoli concessionari i quali, laddove si arrischiassero a fare investimenti milionari o a subentrare nella gestione – e se il progetto arrivasse a buon fine -, sarebbero costretti a ribaltare il grosso rischio economico affrontato sulle tariffe, ovvero sui clienti, aumentando il prezzo di ombrelloni, lettini, cabine, etc. per rientrare con l’investimento, coprire i costi e guadagnarci com’è normale. E, alla fine, è facile capire chi paga.

Ma ecco, al di là pure di alcuni importanti punti di caduta, come le ingiustificate sparizioni di uno stabilimento regolarmente titolare di concessione demaniale  e di un paio di strutture di servizio alle spiagge libere, alcuni passaggi su come è andato il Consiglio comunale di Mercoledì 4 Marzo 2020 che ha segnato la continuità dell’attuale Amministrazione con la precedente.

 

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