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Territorio & Ambiente, Archivio

Dal primo gennaio un passo indietro per le rinnovabili

Una petizione per fermare la riforma delle tariffe elettriche per i privati. Daniela Patrucco ce ne spiega la ragione…

(estratto da qui)

 

Dal primo gennaio i costi di distribuzione e misurazione dell’energia non sono più interamente commisurati ai soli consumi. La riforma delle bollette elettriche varata dall’Autorità per l’Energia riguarda 30 milioni di utenti domestici che pagheranno un contributo fisso commisurato alla potenza impegnata (normalmente da 3 a 6 kWp).

Secondo il Governo e l’Autorità la riforma risponde alla necessità di rendere più trasparenti le bollette, definendo tariffe legate agli effettivi costi dei servizi (costruzione, manutenzione e funzionamento delle reti elettriche) che sono dovuti indipendentemente dall’energia prelevata.

Di diverso parere le maggiori associazioni ambientaliste, dei consumatori e di settore – Adusbef, Codici Associazione Consumatori, Greenpeace, Kyoto Club, Legambiente e WWF e Italia Solare – che sostengono che la riforma rappresenti invece un pericoloso arretramento nel percorso verso un pieno dispiegamento delle fonti rinnovabili, lo sviluppo di reti intelligenti e i sistemi di stoccaggio.

“Fino ad oggi gli utenti potevano abbassare la loro spesa per i costi di distribuzione dell’energia elettrica con l’installazione di sistemi di autoproduzione o altri interventi o comportamenti che riducevano l’energia presa dalla rete mentre oggi questo non è più possibile”. Come conseguenza, “la riforma disincentiva efficienza energetica e generazione distribuita di energia da fonti rinnovabiliIn aggiunta – continua Sani – si rischia di fermare la ricerca e lo sviluppo tecnologico del nostro paese nel settore delle reti intelligenti e della gestione della domanda anche tramite sistemi di stoccaggio, uno dei settori chiave del futuro”.

Infine – conclude – “la riforma non è coerente con la direttiva 2012/27 sull’efficienza che prevede che ‘operatori di rete siano incentivati a migliorare l’efficienza di progettazione e funzionamento delle infrastrutture e, nel quadro della direttiva 2009/72/CE, che le tariffe consentano ai fornitori di migliorare la partecipazione dei consumatori all’efficienza del sistema, compresa la gestione della domanda in funzione delle situazioni nazionali’. 

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