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Sviluppo economico, Archivio

Equilibrismi di bilancio.

Bilancio a Consuntivo 2019 e bilancio di previsione 2020: nonostante gli “equilibrismi contabili” si commina sul filo del rasoio…
Il rendiconto di bilancio 2019 del Comune di Sarzana presenta un risultato di amministrazione con un disavanzo di oltre -5,4 milioni, mentre l’anno prima era di -3,8 milioni … un peggioramento di 1,6 milioni.
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unque è roba seria! C’è poco da girarci intorno!
Invece, ci dicono che “se non ci fosse stata la sentenza della Corte Costituzionale il bilancio 2019 si sarebbe chiuso con un attivo di circa 192.000 euro” e, quindi, “sian stati bravi” … ma con i “se” non si fa né la storia e né l’economia!
Per favore non offendete la nostra intelligenza, perché basta saper fare il “conto della serva”.
Certo… possiamo pure ammettere che la sentenza della Corte Costituzionale abbia influito, ma nel bilancio ci sono tante altre voci contabili che sono cresciute e altre che sono diminuite e, dunque, è la “quadratura” finale di tutte queste voci ad emettere il verdetto di un aumento del disavanzo.
Giustificare questo disavanzo solo con gli effetti della sentenza serve solo a prendere tempo, in attesa che qualcosa succeda in futuro … nella speranza che possano piovere milioni sul nostro territorio, perché altro non so e/o non posso fare!
Bisogna sempre dar da intendere che, dopotutto, non siamo messi così male? Perchè? Forse perché, se si capisse che attualmente non hai il becco di un quattrino da investire (e siamo al limite anche nella possibilità di contrarre nuovi mutui) gli ELETTORI comprenderebbero subito che sarebbe impossibile rispettare le tante promesse fatte in campagna elettorale.
È vero che il disavanzo riguarda cifre imputabili a precedenti Giunte, contestate dalla Corte dei Conti sul bilancio 2016 dell’ex Sindaco Cavarra (“politicanti” che non ammettevano neppure che il bilancio fosse “in rosso”) e dalla Corte Costituzionale sul bilancio 2019 dell’ attuale Sindaco Ponzanelli, ma l’attuale Giunta in cosa si è distinta?
Nonostante siano entrati nelle casse Comunali circa 1,2 milioni in più di finanziamenti e 600.000 Euro di recupero crediti, il “rosso di bilancio” aumenta di 1,6 milioni?
Nonostante il debito sia diminuito, la pressione fiscale e tributaria locale sulle famiglie e società aumenta?
Non basta affermare di essere una novità a parole, rispetto a “quelli di prima”, poiché bisogna dimostrarlo “sul campo”, con i fatti e con le buone iniziative amministrative.
Qui i nostri articoli sui bilanci della nuovoa Giunta Ponzanelli in ordine temporale:
http://www.sarzanainmovimento.it/equilibri-bilancio-equilibrismi/
http://www.sarzanainmovimento.it/bilancio-da-paura-basta-continuare-a-non-saperlo/
Non sarebbe l’ora di cominciare a ragionare per quella che è la realtà economica e finanziaria del Comune di Sarzana?
Ci sono molti problemi che si trascinano da tempo e che necessitano di urgente definizione risolutiva.
Facciamo, quindi, un minimo di quadro con un po’ di storia con qualche esempio ancora molto attuale.
L’allora consigliere Valter Chiappini nel 2014 denunciò la “furbata” di mettere nel bilancio patrimoniale 8 milioni di valore delle azioni ACAM, mentre nell’anno precedente ACAM (nella documentazione presentata in Tribunale per la procedura concorsuale di ristrutturazione del debito) aveva riportato un valore delle azioni ACAM in possesso del Comune di Sarzana con una valutazione di 1,3 milioni, tacendo, per anni, sul fatto che erano stati bruciati progressivamente 6,7 milioni che invece continuavano ad essere contabilizzati neli bilanci.
Per compensare la doverosa correzione l’Amministrazione pensò bene di mettere a bilancio il valore presunto di vendita di immobili comunali (come la ex scuola di Viale XXI Luglio) a cifre improponibili sul mercato, tant’è che neppure la Cassa Deposito e Prestiti si sentì di accettarne l’acquisto.
Ancora oggi gli immobili di proprietà comunale posti i vendita sono in gran parte invenduti, mentre quelli ceduti sono stati venduti a prezzi stracciati.
In quegli anni, sempre l’ex Consigliere Chiappini, denunciava il problema dei crediti attivi residui inseriti a bilancio che stavano raggiungendo un limite irreale, perché in buona parte non più esigibili, ma mantenuti all’attivo per “far quadrare i conti”.
Guarda caso, la nuova normativa imponeva il riaccertamento dell’esigibilità dei residui al 2015, che poi la Corte dei conti calcolò nel 2016 in 5,3 milioni mettendo in luce, per la prima volta nella storia Sarzanese, un enorme disavanzo.
Una somma inesigibile che la Corte dei Conti imputò in negativo al Bilancio del Comune correggendolo a 5,8 milioni “di rosso”.

Per fortuna fu concesso di coprire il disavanzo con rate annuali di 185.774,09 euro per 30 anni. Rate che, obbligatoriamente pagate, fecero scendere il “rosso” fino ai 3,8 milioni di fine 2018.
In proposito nulla si sa su come la nuova Giunta Ponzanelli intenda procedere.
Anche sul problema dell’indebitamento delle società partecipate (che il Comune, nel tempo, aveva garantito) l’ex Consigliere Chiappini aveva in più occasioni denunciato la grave situazione, denunciando pure che l’ Amministrazione non effettuava, e non effettua ancora oggi, il “controllo analogo sulle partecipate” come previsto dal T.U.E.L. (Testo Unico per gli Enti Locali).
E ancora, guarda caso, la nuova normativa sulle partecipate imponeva pure la liquidazione di quelle con tre bilanci consecutivi “in rosso” o di quelle non utili alla “mission” sociale dei Comuni.
Esemplare, in questo senso, la triste vicenda della società S.P.S. (Sarzana Patrimonio e Servizi, in precedenza denominata S.V.P.), di proprietà al 100% del Comune di Sarzana, la quale è diventata una sorta di “bancomat” da cui prelevare soldi per le casse del comune attraverso la compravendita di due proprietà comunali tramite un finanziamento ottenuto da Carispe, operazione finalizzata a finanziare il Comune, aggirando il limite di finanziamento degli Enti Locali.
Risultato di questa bellissima iniziativa di “finanza creativa” fu la totale debacle della società.
Alla fine, solo il debito residuo della S.P.S. verso Carispe di 1,5 milioni, in forza della sottoscrizione della fideiussione, ha obbligato il Comune a conciliare il debito,
ottenendo la cancellazione degli interessi ed una rateazione annuale che terminerà il 31/12/2020 con l’ultima rata di Euro 147.600.

Ma, in verità, alla fine ancora non siamo.
Del disastro S.P.S. restano ancora molti problemi insoluti, in gran parte ancora da quantificare in termini finanziari a carico del Comune e da risolvere nell’iter di liquidazione della Società, che più continua e più produce debiti: la dismissione del terreno di Tavolara, l’acquisto delle aree ex FFSS, il pagamento di tutti i creditori sociali, la definizione dei rapporti creditori/debitori con il Comune, la chiusura della liquidazione con l’assegnazione dei beni residui al Comune di Sarzana, le doverose verifiche contabili.
E mettiamoci pure tutti i lati oscuri che riguardano le operazioni di ri-acquisto degli immobili dell’ex Mercato e gli oscuri collegamenti con l’intricata vicenda degli oneri di urbanizzazione e dei finanziamenti pubblici erogati per il progetto Botta.
Insomma un vero groviglio di problemi da risolvere e di ulteriori oneri finanziari in parte certi ed in parte probabili!

Una situazione su cui, a seguito dell’esposto del 2016, si sta occupando anche la Corte dei conti attraverso la Guardia di Finanza per capire la vera entità di questo “disastro” e le eventuali responsabilità.
Per sapere di cosa stiamo parlando:
http://www.sarzanainmovimento.it/sarzana-valorizzazione-patrimonio-3-ci-voleva-la-corte-dei-conti/
Per non parlare poi della Società C.A.L.L.L. (Centro Agroalimentare Levante Ligure e Lunigiana), partecipata dal Comune di Sarzana al 78%, che porta in dote al 31/12/2019 un debito residuo, vantato da Cassa Depositi e Prestiti, ammontante a Euro 5.718.632,24 e totalmente garantito dal Comune, il quale ne paga le rate di Euro 235.211,17 semestrali. Rate che, negli ultimi anni, vengono rimborsate successivamente dalla partecipata, contrariamente a quanto stabilito dal contratto, creando, con questi ritardi, diversi problemi di liquidità al Comune stesso che è obbligato ad anticipare la cifra.
Anche in questi casi, come la Giunta Ponzanelli intende risolvere questi problemi?
È vero che le difficili norme che regolano la stesura dei bilanci obbligano ad accumulare e a  vincolare cifre a garanzia, che per il nostro Comune ammontano già a ben 17,0 milioni, ma  proprio la dimensione di questi fondi accantonati dovrebbe far comprendere come, da molto tempo, il Comune di Sarzana sia mal gestito:  siamo obbligati a congelare queste grandi risorse invece di utilizzarle per risolvere i problemi dei sarzanesi.
E tutto questo benchè cittadini e società continuino a pagare sempre di più per tasse, imposte e tributi (crescita della pressione fiscale e tributaria comunale) e la situazione per le categorie più deboli peggiora.
Abbiamo sentito dire: “abbiamo diminuito il debito di un milione di euro nel 2019”. Vero, ma è normale pagare le rate dei mutui ed è, quindi, fisiologico che l’indebitamento diminuisca. Se non se ne fanno altri di nuovi però!
E, invece, si fanno altri mutui: altri tre milioni in tre anni, già attivati in parte ed in parte previsti per il 2020 e 2021.
E qui la preoccupazione si sposta al bilancio 2020 e, soprattutto a quello del 2021.
Intanto le conseguenze dell’aumentato disavanzo hanno già imposto una revisione del bilancio preventivo 2020 già approvato, tagliando, ovviamente, da qualche altra parte.
Poi, come evidenziato anche dai Revisori dei Conti, la situazione finanziaria derivante dall’emergenza Covid-19 potrebbe dare un colpo di grazia alle entrate del Comune, perché l’emergenza finanziaria dovuta alla pandemia aumenterà sicuramente il numero di chi non riuscirà a sopportare il peso dei tributi locali portando, probabilmente, anche chi con fatica ha sempre pagato, a diventare “evasore forzato”.
Nel frattempo ringraziamo l’ Amministrazione in carica per avere sostituito la “sanguisuga” Equitalia con la “nuova Equitalia” (Agenzia delle Entrate), ri-esternalizzando la riscossione delle entrate cedendole il recupero crediti con costi a carico del Comune, ma pure a carico dei cittadini, molti di questi già in difficoltà (se uno non paga, molte volte è perchè non ce la fa).
Ed ecco che, oltre alla preoccupazione per la sostenibilità degli “equilibri di bilancio” del Comune si paventa l’impossibilità di rispettare le spese per le opere pubbliche o di altre operazioni promesse.
Ad esempio: dove troverà l’attuale Giunta Ponzanelli le risorse finanziarie per coprire le spese della propria “quota parte” delle opere pubbliche?
Oppure, il progetto del nuovo ponte sul Calcandola alla Bocciofila come sarà finanziato?

Si ha la sensazione dell’attesa di un inevitabile intervento esterno per far “piovere milioni”, ma se non succedesse non ci pare che l’Amministrazione abbia soluzioni o cerchi di trovarne.

Speriamo, però, che le cerchi, prima di trovarci, più che “in braghe di tela”, con un vero e proprio (e speriamo di no) “default” per le casse comunali con la scusa che “è colpa di quelli di prima”.

Associazione civica Sarzana in movimento
7 Luglio 2020

 

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