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Territorio & Ambiente, Archivio

Fattoria di Marinella: via i vincoli… via alla speculazione?

Non è da ora che seguiamo e studiamo la situazione della Fattoria di Marinella e siamo sempre più convinti che le cose fossero già decise da tempo.
Oggi ne abbiamo un ulteriore indizio: i capi della mandria sono stati vaccinati qualche giorno fa.
Per chi non si intende del settore non significa nulla, anzi: qualcuno potrebbe pensare o spacciare che sia un segno di una probabile continuità dell’attività, ma è più che lecito pensare non sia così. Due sono i segnali che ci dicono che la fine è già stata decretata: il primo è il fatto che non sia stato dato l’ordine di lavorare il terreno per la semina del foraggio con cui nutrire i capi il prossimo anno ed il secondo proprio il fatto che siano state vaccinate. Una vaccinazione così di massa ci risulta sia obbligatoria nel caso di vendita della mandria. Ora si tratta solo di capire quale sia il reale obbiettivo e noi siamo convinti che sia quello di un ennesimo tentativo di speculazione a scapito del territorio e della sua storia e vocazione. A pensar male si fa sempre bene , disse qualcuno, e noi è da tempo che abbiamo drizzato le orecchie, allertati da segnali che si sono succeduti dopo il secondo incendio doloso (di cui ancora non si sa nulla ed i cui danni hanno inferto un brutto colpo alla fattoria), dissuasivo presso chi poteva avere interesse a rilevare dando continuità e rilancio:
– i ricorsi sul Piano Spiagge contro le prescrizioni della regione, la quale ha giustamente contestato l’enormità di parcheggi  che in buona parte sarebbero sorti sul terreno della proprietaria della tenuta, con grande vantaggio economico per quest’ultima (non bastasse quello del “regalo” della striscia di terra che dovrebbe essere demaniale per legge)
– il tentativo ancora in corso di cancellare il Parco Magra/Montemarcello da parte del centro destra e gradito dai sindaci di quella parte politica
– la richiesta pressante, pur legittima quando il Parmignola sarà messo definitivamente in sicurezza, da parte dei consiglieri PD di accelerare la ridefinizione delle aree rosse che limitano le edificazioni per il rischio inondazione.
Tutte azioni volte a eliminare i vincoli che fanno da freno al rilancio di una speculazione sul comprensorio, favorendo solo appetiti famelici o faraonici progetti fallimentari come da anni ci insegnano i politici locali e non solo. Ricordiamo male, ad esempio, o ci fu una frase pubblicata sui quotidiani che diceva “ripartiamo dal Masterplan 2007”? Forse che ci stiano preparando all’ennesimo compromesso politico a scapito del territorio?
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