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La linea demaniale: questa… …”sconosciuta”!

Nell’attesa che vengano pubblicati i dettagli del progetto modificato sul sito del Comune di Sarzana (speriamo!), salta all’occhio che non si cita minimamente il grosso problema della linea demaniale.

Nè in questo articolo di stampa, nè nel D.U.P. (Documento Unico di Programmazione) 2019 – 2022, nella sezione dedicata a Marinella e appena approvato dalla maggoiranza in Consiglio comunale, o nel P.U.D. (Piano di Utilizzo delle aree Demaniali) anch’esso da poco approvato dalla maggioranza in Consiglio comunale, c’è traccia di una minima intenzione di rivedere la definizione della linea demaniale.

Non è roba da poco, visto che per attuare il piano secondo il progetto di rilancio del litorale, rivisto secondo le prescrizioni della Regione Liguria, occorrerà che qualcuno investa 10/12 milioni di euro per comprare la striscia, che secondo le disposizioni di legge dovrebbe ricadere sotto il demanio pubblico, attualmente di proprietà dalle Marinella S.p.a in virtù di una definizione della linea demaniale fatta nel 2010 e non conforme alla realtà (ne abbiamo parlato qui, presentando la nostra petizione all’amministrazione comunale).

Chi comprerà (se mai lo farà) dovrà, giocoforza, aumentare le entrate per ammortizzare l’esposizione per l’investimento, che varia dai 500.000/600.000 €, per le spiagge libere e libere/attrezzate, al 1.200.000/1.500.000 € per gli stabilimenti (ricordo che il “piano spiagge” prevede l’acquisto dell’area retrostante gli stabilimenti attuali, la demolizione degli attuali stabilimenti e la ricostruzione degli stessi sull’area acquistata – oltrechè oneri ed impegni di manutenzione vari -)… …e come ebbe a dire uno degli estensori del piano “la fattibilità del piano è subordinata all’acquisto delle aree retrostanti. Anche un solo operatore che non acquistasse bloccherebbe l’iter del piano”.
…e allora?

Al di là del ritiro del ricorso al TAR, che riguardava esclusivamente l’avversità della vecchia Amministrazione “Cavarra” alle prescrizioni della Regione che imponeva modifiche “tecniche/ambientali” all progetto, sulla base di prescrizioni normative a e delle osservazioni in sede di procedura di V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica), fatte da Associazioni, Comitati, Istituzioni e componenti politiche – compreso le nostre – e ritenute validissime dagli uffici regionali, tutto come prima?

Per l’ Associazione Sarzana in Movimento
Valter Chiappini

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