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L’acqua e la Finanza: un connubio perfetto per prenderti per la gola – Sarzana in movimento informa

Potevamo farcela! Il momento del sacrificio era ormai alle spalle! Urlavamo: COMUNI SPEZZINI, NON SVENDIAMO IL SERVIZIO IDRICO A CHI MIRA SOLO A TRARNE PROFITTO! Rispettiamo la vittoria referendaria che dice NO al profitto sull’acqua!

Aggregazione ACAM – IREN. Era il dicembre 2017 quando dai banchi dell’opposizione gridavamo il nostro NO contro quest’azione priva di ogni buon senso. ACAM ormai risanata grazie al sacrificio dei dipendenti e degli utenti è passata definitivamente sotto la multiutility IREN dall’aprile di quest’anno.

La delusione maggiore è venuta dalla giunta Peracchini, che si era venduta in campagna elettorale come contraria all’inglobamento – il nuovo che arretra. Tutti i sindaci compatti (tranne – casualmente – il meno legato ai partiti, Paoletti di Lerici) hanno ceduto alle mire di profitto di IREN. 

Perchè ne riparliamo oggi? Esce oggi, 11 luglio 2018, il documento del Comitato AcquaBeneComune (ABC)Piano Industriale di IREN : 280 milioni di investimenti. Pagheranno gli spezzini con gli aumenti tariffari“.

Cosa ci svela? Intanto che IREN ha presentato il proprio piano industriale all’associazione industriali spezzini, vantando gli investimenti che intende portare avanti nella nostra Provincia nei settori idrico, rifiuti ed energia.  280 milioni. Bene! Se non fosse che, in qualità di azienda quotata in borsa, in società con colossi bancari come la  Clearstream Banking Luxembourg e Kairos Partner SGR (chiediamoci perchè la finanza trova così appetitose le multiutility), ha come scopo primario quello di rientrare da tali investimenti traendone il MASSIMO profitto… l’obiettivo – ci dicono gli amici di ABC – è raggiungere una remunerazione degli azionisti che passi dall’attuale 5,5% all’8% entro il 2021.

“Come fare per realizzare questi utili superiori a qualsiasi tipo di investimento ? Aumentando le tariffe dei servizi essenziali ed irrinunciabili. Come l’acqua” scrive ABC.

Lo ha confermato a marzo di quest’anno IREN stessa nella propria relazione trimestrale: “Il margine operativo lordo in aumento del 12% rispetto al primo trimestre 2017 è da ricondursi principalmente a ricavi tariffari, a sinergie e razionalizzazioni (…) nonostante nel primo trimestre 2018 – rispetto allo stesso periodo del 2017 – siano stati venduti 1 milione di metri cubi IN MENO di acqua“.
Vende meno / Incassa di più… Come avviene questo miracolo tutto terreno? Ovviamente approfittando del “monopolio” su un bene il cui consumo non ha necessità di essere pubblicizzato (prova a non bere!!) e del fatto che le è permesso di far ricadere costi ed oneri dei propri investimenti sulle tariffe pagate dai consumatori.

Ebbene? diranno i nostri piccoli lettori. Ebbene, la nostra lotta al fianco dei comitati per la salvaguardia dei beni comuni continua, perchè i successi ci sono. E’ grazie alla battaglia legale dei Comitati per l’acqua se la magistratura ha riconosciuto l’illegalità dei prelievi dalle nostre bollette del famigerato “conguaglio ante 2012”. E ora sosteniamo la petizione online (firma anche tu) per riportare sotto il Ministero dell’Ambiente la gestione del servizio idrico, sottraendolo alla malagestione di quello che doveva essere l’ente di garanzia, ARERA, e che si è invece rivelato il solito carrozzone a favore dei privati.

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