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Sanità & sociale, Partecipazione Trasparenza & Amministrazione

Manifesto per i servizi sanitari locali

SARZANA IN MOVIMENTO è co-fondatrice del “MANIFESTO PER I SARVIZI SANITARI LOCALI”
per il territorio della provincia di La Spezia.

MANIFESTO per la SANITA’ LOCALE

Premessa

L’ OMS, in una classifica redatta nel 2000, poneva la qualità della Sanità Italiana al 2° posto al mondo. Nel 2013 tutte le agenzie europee ci mettevano oltre il 20° posto.

In questo quadro di progressivo peggioramento della qualità dell’assistenza sanitaria nel nostro Paese, la nostra Provincia fa la sua figura: nel 2017 una classifica redatta dal quotidiano Il Sole 24 ore ci poneva all’ultimo posto tra tutte le 110 provincie italiane. Anche volendo pensare che quel giornale sia stato particolarmente severo nei nostri confronti, non c’è dubbio che la nostra Provincia, che in altri settori ha ottenuto giudizi migliori, nel campo sanitario ricopre uno degli ultimi posti della classifica italiana.

Dai dati in nostro possesso, risulta che la Regione Liguria ha pesantemente penalizzato la nostra Provincia dal punto di vista delle risorse economiche, dei posti letto e del personale sanitario; inoltre ci risulta che non siano stati mai spesi  fondi a noi destinati. In conseguenza di tale sperequazione, c’è stato un grave disagio nei cittadini e nei lavoratori; ma anche un danno economico per la nostra ASL, dovuto all’emigrazione dei nostri cittadini, per le prestazioni sanitarie e per i ricoveri, verso altre AASSLL. L’assurdo è che di questa migrazione la Regione ci rimprovera e pretende da noi una correzione.

Da molti anni alcune associazioni di cittadini, particolarmente attente ai problemi sanitari, hanno denunciato questa progressiva dequalificazione e destrutturazione del sistema sanitario locale, proponendo anche progetti di politica sanitaria alternativi. Forse tali azioni sono state poco organiche e troppo individualiste; in ogni caso, non hanno avuto il sostegno necessario e sperato; e sono state ignorate dalle istituzioni, sia politiche (nazionali e regionali) che amministrative. Ma ignorate soprattutto dai Sindaci, che hanno nella Conferenza dei Sindaci  un’arma di controllo e di intervento sulla gestione della sanità locale.

Il Manifesto da noi redatto nasce, quindi, dal desiderio di riunire tutte le associazioni dei cittadini in un’unica protesta, per unire le idee ed evitare la dispersione delle energie. Non siamo disponibili ad etichette di nessun tipo; tuttavia il nostro progetto è aperto a tutte le iniziative che vogliano contribuire alla nostra lotta, provengano  esse da partiti, o da sindacati, o da associazioni culturali e di volontariato, o da singoli individui.

I 10 PUNTI DEL “MANIFESTO”

1 – Sanità pubblica.
E’ necessario frenare i processi di privatizzazione in corso che attualmente riguardano non singoli servizi, ma intere strutture ospedaliere.
La realizzazione di una sanita’ di serie A (per chi se la puo’ permettere) ed una sanita’ di serie B, non rientra nei principi costituzionali, mentre l’iniziativa economica privata può svolgersi nei c.d. settori di supporto all’assistenza sanitaria con i necessari meccanismi di controllo.

2 – Risorse.
E’ necessario un riallineamento della dotazione di posti letto e personale nell’ambito della ASL 5 Spezzina per rendere equa la ripartizione di queste risorse tra le varie Province liguri.

3 – Controlli.
E’ necessaria una precisa analisi delle risorse economico finanziarie destinate dalla Regione Liguria alla ASL 5 e in particolare per quelle destinate al personale.
La collaborazione con la sezione regionale della Corte dei Conti diventa elemento essenziale di questa analisi.
E’ necessaria la costituzione di un comitato anti sprechi partecipato.
E’ necessaria una precisa analisi sulla qualita’, appropriatezza e convenienza dei servizi sanitari prestati dal privato convenzionato.

4 – Partecipazione.
Va incrementato il ruolo e il “peso” della locale Conferenza dei Sindaci, integrandola con altri attori del sistema : dai professionisti e loro organizzazioni, alle associazioni/comitati dei cittadini, prevedendo sistemi di effettiva rappresentanza nelle scelte, utilizzando anche i referendum consultivi per le decisioni di massima importanza.

5 – Informazione.
La Conferenza dei Servizi deve diventare un appuntamento costante (per lo meno biennale) nella rappresentazione ai cittadini della programmazione sanitaria da parte dell’ASL 5 e ciò sia con la rappresentazione dei punti di forza che delle azioni di miglioramento sui punti di debolezza.

6 – Ospedali.
LA SPEZIA nuovo Felettino
E’ necessaria la costituzione di una commissione civica mista di rappresentanza che possa seguire i tempi e i programmi di realizzazione del nuovo ospedale.
SARZANA san Bartolomeo
Deve essere chiaramente indicata la programmazione relativa alle attività sanitarie sia nella fase di realizzazione del nuovo ospedale della Spezia che successivamente.
PRONTO SOCCORSO
Devono essere potenziate le risorse strutturali e stabilizzate le risorse umane a disposizione dell’emergenza urgenza.

7 – Territorio.
E’ necessario prevedere un concreto programma di reinternalizzazione delle funzioni socio assistenziali attualmente appaltate a privati, con l’assunzione del personale delle ditte appaltatrici.
Fondamentale la previsione dell’infermiere di famiglia.
L’effettiva presa in carico del paziente deve partire dal medico di famiglia, attraverso anche la medicina di gruppo, le case della salute e, in prospettiva, con le competenze dell’infermiere di famiglia.

8 – Appalti e anticorruzione.
E’ necessaria la previsione, nei capitolati o nei contratti di fornitura di servizi di supporto a quelli sanitari, di specifiche clausole volte al rispetto della dignità e dell’umanizzazione dell’assistenza anche non sanitaria.
L’ufficio anti corruzione dell’ASL deve essere dotato di opportune risorse tecniche e di personale per rendere funzionale ed efficace il proprio operato.

9 – Umanizzazione dell’assistenza socio – sanitaria.
Si devono prevedere forme di obbligatorietà di percorsi di formazione del personale, inserendo nel piano delle performance appositi indicatori oggetto di valutazione; indicatori elaborati con il concorso delle associazioni dei cittadini.
Tali percorsi devono essere adottati anche dalle ditte esterne appaltatrici di servizi non sanitari.

10 – ASL bene comune e fenomeno delle fughe.
E’ necessario che tutti gli attori del sistema, e in primo luogo l’ASL, adottino programmi ed interventi mirati per conquistare la fiducia dei cittadini nella propria azienda sanitaria e per farla loro sentire come “bene comune”.
In contemporanea e in forza di quanto sopra, sono necessari interventi volti a rappresentare i punti di forza della sanita’ provinciale (adottando programmi di miglioramento della qualita’ nei punti di debolezza) in raffronto a prestazioni rese da strutture extra ASL anche private (Piano Nazionale Esiti)

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