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Chiediamo di riconsegnare il parco di Villa Ollandini ai Sarzanesi

Visitiamo le dimore storiche: Villa Hambury a Ventimiglia con i suoi splendidi giardini botanici; i giardini di Nervi, un importante complesso storico – naturalistico formato dall’insieme di più giardini, appartenuti in passato a ville private: Villa Gropallo, Villa Saluzzo Serra e Villa Grimaldi Fassio,  oggi di proprietà del Comune di Genova e trasformate in museo; ma se non vogliamo andare troppo lontano anche Villa La Pescigola a Fivizzano o Villa Pavesi a Pontremoli con il suo monumentale parco e… Villa Ollandini  a Sarzana con l’antico orto botanico ricco di  piante rare ed esotiche. A Sarzana? Villa Ollandini? Sarebbe bello, vero?

I cittadini di Sarzana aspettano da tempo la ristrutturazione e riqualificazione del complesso di Villa Ollandini, sorto come residenza alla fine del XIX secolo, trasformato negli anni ’60 in polo ambulatoriale della ASL5 Spezzina quindi dismesso e ceduto a Fintecna Immobiliare nell’anno 2008, nell’ambito dell’operazione di cartolarizzazione della Regione Liguria. Il complesso si compone di alcuni fabbricati insistenti in un’area di circa 7,1 ettari fra bosco e parco; in particolare si riconoscono la villa padronale di circa 1900 mq, la casa del custode, oggi in stato di abbandono, di circa 346 mq, la “limonaia”, fabbricato di recente ristrutturazione, di circa 272 mq, l’ex scuderia, fabbricato rurale in pessime condizioni e in parte diruto, di circa 233 mq, la depandance (ex CIM e Sert) di circa 460 mq e altri piccoli manufatti di pertinenza della Villa e/o a servizio del parco per complessivi 226 mq a cui. Nella stessa proprietà, ma al di fuori del parco è compresa l’area agricola, coi terrazzamenti ad olivi invasi dalla selva, che ospita le serre oggi abbandonate e coperte dai rovi come i campi un tempo coltivati.

Risale al 03.03.2014 la seduta della Giunta comunale in cui si approvava il Protocollo d’intesa tra Comune di Sarzana e Fintecna Immobiliare srl per la ristrutturazione della storica Villa Ollandini e del suo Parco; tale Protocollo prevedeva la riqualificazione degli immobili esistenti ed un approfondito intervento di ristrutturazione del Parco annesso all’insediamento allo scopo di  rivitalizzare e recuperare all’uso pubblico una cospicua parte dello stesso in modo da arrestare il progressivo degrado dell’intera proprietà col recupero della ex limonaia e della casa del custode a carico della società in cambio di nuove volumetrie per due immobili residenziali ai confini del bosco.

La Società Fintecna Immobiliare si era dunque impegnata a presentare entro aprile 2014, previo contatto con l’Ufficio Tecnico, una proposta urbanistica che il Comune si impegnava a valutare anche con la competente Soprintendenza titolare del vincolo ex D. Lvo 42/2004, e l’obiettivo condiviso era quello di completare il procedimento amministrativo che avrebbe reso possibili gli interventi entro la fine del 2014, sentita anche la Soprintendenza competente.

Ebbene, passano TRE ANNI  e, in data 14 giugno 2017( notizia riportata dal quotidiano La Nazione),  finalmente il  progetto di Villa Ollandini può passare alla fase operativa, e quindi la città può finalmente riavere il suo parco!

Non bastava il protocollo d’intesa firmata a marzo 2014 da CDP Immobiliare, che ha assorbito Fintecna proprietaria dello storico immobile, e il Comune perché era impossibile adottare la variante urbanistica con un Piano regolatore scaduto, quindi la società ha dovuto aspettare una legge regionale, ma l’iter sembra ormai disegnato con chiarezza: Accordo di Programma, parere della Soprintendenza, poi l’approvazione in consiglio comunale. Nel giugno 2017 dunque il processo è stato avviato: Cdp Immobiliare, ha infatti inviato alla Soprintendenza l’Accordo di Programma per l’approvazione dello Strumento Urbanistico Attuativo su cui dovrà arrivare un parere che sarebbe scontato

IL PROGETTO, modificato rispetto al primo e  presentato a ottobre del 2015,  prevedeva il recupero dei fabbricati esistenti e dei percorsi storici un tempo carrozzabili, la riqualificazione dei 15mila metri di parco e nessun aumento delle volumetrie. Un progetto di ampio respiro, che dovrebbe consegnare alla città, nella parte pubblica, una delle aree verdi più belle del territorio e tra le più facilmente fruibili. Un progetto complessivo che viene valutato sui 10 milioni di euro. Per rendere il progetto realizzabile, l’amministrazione ha dovuto cambiare la destinazione d’uso della villa tornata ad essere residenziale come era in origine e non più per attività sanitarie. In contropartita al Comune rimarranno il parco di accesso che sarà ad uso pubblico, la casa del custode trasformata in biblioteca (316,56 mq) e la ex limonaia (277,31 mq) che diventerà un’area di ristoro e un punto informazioni.  L’accordo prevedeva che rimanesse a carico della Cassa Depositi e Prestiti la  riqualificazione della sistemazione di tutta la parte pubblica: la riqualificazione del parco e la ristrutturazione della ex casa del custode e della limonaia.

Ma a che punto siamo? Quando partiranno i tanto sospirati lavori di riqualificazione? La tristezza che comunica ai cittadini di Sarzana quel cancello chiuso davanti alla rotonda di viale Mazzini e quelle macchie di bosco inselvatichito lungo la panoramica che porta alla fortezza di Sarzanello ci spinge ad un accorato appello a nome della collettività: ridate dignità ad un luogo storico che dovrebbe rappresentare un fiore all’occhiello e una delle incommensurabili bellezze della nostra città, che può tornare splendida… basta volerlo!

Roberta Ambrosini

Coordinamento di Sarzana in movimento

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