• L'unica lista davvero civica fatta da cittadini per Sarzana
Territorio & Ambiente, Archivio

Parco… Parco delle mie brame…

di Giorgio  Giannoni, Coordinamento Sarzana in movimento

Aver partecipato martedì alla riunione dell’Ente Parco Montemarcello Magra-Vara è stato particolarmente illuminante. Come saprete (QUI potrete trovare il resoconto  su Gazzetta della Spezia o QUI l’articolo sulla Nazione) l’incontro – di carattere informale e non strettamente politico – aveva lo scopo, per il Consigliere Regionale Andrea Costa, di presentare la propria proposta di legge per l’abolizione del Parco.

Un’atmosfera surreale avvolgeva il tavolo dove sindaci, assessori, associazioni ambientaliste e venatorie ascoltavano le parole di un suadente Costa che presentava argomentazioni su argomentazioni, per poter dare un senso a quello che alla fine si è rivelato una risibile richiesta infarcita di cattiva sostanza (passare il territorio alla giurisdizione dei comuni, visto che la provincia, senza più poteri e soldi, non è  in grado di fare più nulla) e temibile proprio perché, a mio avviso, nasconde molto di più che la comunque folle idea di liquidazione di un parco.

Non stupiamoci prima di tutto di come il PD abbia gestito negli anni il Parco di Montemarcello, ente di parcheggio di politici fuori gioco dove le pur poche cose buone fatte passavano in second’ordine per le assurde politiche ambientali o urbanistiche di molti dei comuni che ne condividono il territorio, Sarzana in testa.

Tra l’altro unico sindaco mancante era in nostro Cavarra, sostituito dal solito Baudone, particolarmente attivo nel praticare il suo sport preferito, l’interruzione ridanciana.

A qualcuno poteva quindi sembrare giusta la proposta del consigliere ma è bastato ascoltare le parole calme e precise di De Ranieri e  quelle di Paoletti, più astiose e autoritarie (i sindaci di Ameglia e Lerici, della stessa parte politica di Costa), per comprendere che è in atto un piano ben preciso di accaparramento, da parte di queste forze che oggi occupano le posizioni di comando dei due comuni con maggiore estensione di Parco, nel proprio territorio, con la mira di svincolarlo  e usarlo per i propri disegni urbanistici o altro.

Il corollario è arrivato ieri mattina quando abbiamo letto che il nostro Andrea Costa ha costruito una nuova lista civica per le elezioni di Sarzana (Sarzana Popolare) con l’evidente obiettivo di conquistare anche il comune più ampio, componendo così un levante ligure quasi tutto di destra e poter disporre a proprio piacimento del territorio del Parco. Non male come idea: Ciro il Grande era un ragazzino al cospetto dell’ex-sindaco di Beverino.

Siamo dunque di fronte all’ennesima gioco di potere dei partiti. Un PD, che da sempre si serve di qualunque struttura o ente per i propri malsani giochi di potere, una destra che non tentenna nell’approfittare del momento  e si serve delle argomentazioni più false per distruggere un territorio già logorato da anni di cattivo governo.

Sarzana in movimento non condivide questa maniera di esercitare la politica.

Sarzana in movimento chiede che il Parco sia mantenuto e riformato e magari anche ampliato ma con criterio, coinvolgendo i cittadini dei comuni interessati in piena trasparenza e partecipazione affinché possa svolgere a pieno titolo il ruolo di tutela del territorio.

Il fiume e il suo ambiente, bonificati, devono tornare ad essere fruibili a tutti.

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