• L'unica lista davvero civica fatta da cittadini per Sarzana

Territorio

Proporre una Sarzana “diversa” significa, prima di tutto, prendere atto di ciò che ci circonda. Le ultime amministrazioni hanno accantonato la qualità della bellezza e del paesaggio, l’importanza della natura e la necessità di vivere, nella quotidianità, con armonia e socialità. Nei punti seguenti le nostre proposte per un territorio che ha bisogno di tornare ad essere “vissuto” dai propri cittadini e protetto per le generazioni future.

PREMESSA

Il nostro territorio, negli ultimi anni, è stato svilito, offeso, depauperato da tutta una serie di azioni negative, volute o lasciate accadere dalle precedenti amministrazioni, che hanno fortemente inciso sulla naturalità del territorio. Un’urbanistica fuori controllo, smodata e inconsulta, ha cementificato il nostro comune con opere anche faraoniche e inutili e ha permesso un proliferare di centri commerciali e abitazioni residenziali senza una reale pianificazione o controllo. Da qui deriva la necessità di conoscere a fondo lo stato del territorio per poter intervenire con precisione e sicurezza sui suoi problemi. Il prossimo governo cittadino si accingerà finalmente a redigere il Piano Urbanistico Comunale partendo da un Piano Regolatore scaduto nel 1994, che, variante dopo variante, ha avuto i devastanti effetti di una schiacciasassi sul territorio.

Sarzana in movimento pensa che per arrivare ad una corretta redazione del PUC occorra dotarsi di un registro unico edilizio, strumento informativo territoriale unificato ed accessibile che fornisca un quadro conoscitivo della città di Sarzana. Non un database statico atto a censire, come un catasto, il numero e la tipologia delle case, ma che si estenda anche alla conoscenza di vari aspetti di tutta la realtà territoriale:

  1.  vincoli urbanistici esistenti
  2. reti dei servizi (acqua, fognature, luce, gas, telefonia, connettività e quindi anche antenne)
  3. volumetrie esistenti con un’attenzione particolare alle case in stato di abbandono e pericolanti
  4. densità e disponibilità abitativa
  5. presenza e densità di siti commerciali, artigianali, industriali
  6. aree con possibili pericoli derivanti da inquinamento, rumore, dissesto idrogeologico, ecc
  7. presenza e frequenza del trasporto pubblico e privato, ecc

PREMESSA

La crescita caotica delle case, dei capannoni, dei centri commerciali non ha seguito, a Sarzana, nessuna logica ambientale o naturale. La scelta di fondo del potere cittadino ha privilegiato nei decenni un’urbanizzazione selvaggia, favorita dalla imbarazzante situazione di un comune il cui Piano Urbanistico Comunale è rimasto al palo. All’inizio del mandato della presente Amministrazione furono usate parole come “equilibrio” o “integrazione” o frasi come “una programmazione di crescita della città ordinata ed equilibrata, basata più sulla qualità che non sulla quantità” (dal programma elettorale del candidato Sindaco Alessio Cavarra, elezioni comunali 2013).

Sarzana in movimento è consapevole del grande lavoro da compiere. Dobbiamo, in prima istanza, “aggiornare” la città ad un nuovo modello che, in un momento particolarmente negativo per l’ambiente, deve guidarci verso una diversa consapevolezza di vita. Non è più possibile continuare a depauperare i beni comuni, né tantomeno sacrificare il nostro territorio agricolo e naturale o costruire in maniera insensata edifici pubblici e privati. La nuova visione sarà guidata dal fermare, una volta per tutte, il consumo del suolo programmando un nuovo PUC che sia davvero equilibrato e che permetta alle varie componenti del nostro territorio (la città, le periferie, il fiume, i laghi, la collina, il mare) di armonizzarsi in un “unicum” concreto, naturale e dinamico. Per fare ciò è necessario adeguare gli strumenti urbanistici alle conoscenze moderne e ai nuovi indicatori che ci permettono di misurare il consumo delle risorse – energia, acqua, materie prime – e la riduzione dell’inquinamento – aria, acqua, rifiuti – con l’obiettivo finale di creare ambienti finalmente più confortevoli e puliti. E’ evidente che non possiamo parlare di un nuovo PUC senza affidarci anche alla partecipazione dei cittadini. Una necessità che anche la presente Amministrazione aveva posto come prioritaria, disattendendola poi nel merito e nei fatti: “…i cittadini dovranno essere protagonisti del progetto sin dal primo momento di un processo decisionale continuo e partecipato dal basso” (dal programma elettorale del candidato Sindaco Alessio Cavarra, elezioni comunali 2013), Sarzana in movimento si differenzierà da quelle vuote parole per un semplice motivo: noi nella partecipazione dei cittadini ci crediamo davvero e pensiamo che non debba essere un momento passivo in cui si viene chiamati ad assistere a decisioni dall’alto (chi fosse stato presente alla presentazione della Nuova Piazza Martiri, o all’Assemblea alla Bocciofila sulla “Strada nello Stadio” capirà cosa intendiamo), ma di discussione e proposizione: il buon senso dell’uomo della strada è secondo noi l’unica salvezza per Sarzana. Il bene comune di Sarzana sarà la nostra priorità, anche se talvolta ciò ci porterà a scontrarci con il bene “particolare”, che troppo spesso, invece, è stato protetto o preferito ad esso nella nostra città.

PREMESSA

In Europa sta nascendo un nuovo concetto di città basato su modi di vita più sostenibili e sulla qualità dei luoghi in cui ci troviamo a vivere. Il mantenere più intatti possibile i nostri spazi abitativi possiede una logica che non è solo una scelta ambientale/ecologica, ma risponde anche a esigenze di creazione di valore e di recupero dell’identità delle persone. Anche in questo senso si usa il nuovo termine di “eco-quartieri”. Sarzana in movimento intende andare oltre il concetto di Consumo ZERO del territorio (da intendersi: oltre la volontà di limitare le nuove concessioni edilizie solo a ricostruzioni di edifici civili dopo una demolizione o a ristrutturazioni dell’esistente o a cambi di destinazione d’uso), per agevolare l’utilizzo di energie rinnovabili o sistemi ecosostenibili avendo in mente anche la socialità tra le persone che abitano uno stesso luogo. Associando a tale forma di riuso del patrimonio edilizio anche applicazioni ecologiche e di salvaguardia ambientale otteniamo un altro vantaggio di vitale importanza: garantire la massima permeabilità del terreno per ridurre i fenomeni di dissesto idrogeologico.

Sarzana in movimento pensa di dover partire da un nuovo piano di assetto del territorio che ci proietti, in senso generale, verso:

  • la tutela, la riqualificazione e la manutenzione del centro storico e delle periferie;
  • la tutela, la rivalutazione, la manutenzione e la creazione di nuovi spazi pubblici per la città, con particolare riferimento alla “Rete Verde”. Reputiamo il concetto di Rete Verde dirimente. Infatti la città sostenibile è connotata dai suoi elementi costitutivi quali: viali alberati, strade di quartiere, parchi e giardini, piste ciclabili e pedonali e boschi, aree agricole periurbane, fiume, fascia fluviale, spiagge, mare; tutti elementi che non solo la Rete Verde unifica, ma che sono presenti a Sarzana e mai sono stati riuniti in un’unica visione che necessita, ovviamente, di una nuova definizione di ruoli e funzioni (vedi anche punto 6 – Gestione rinnovata del verde urbano ed extraurbano, rivitalizzazione della comunità agricola).
  • il riuso delle aree dismesse o degradate, con la loro riconversione e riqualificazione ambientale, o di edifici fatiscenti da recuperare valutando il futuro di tali aree o costruzioni nel contesto di uno sviluppo ecosostenibile e di qualità della vita.

In un ambito propriamente edilizio occorre:

  • promuovere tra i cittadini la cultura dell’uso razionale dell’energia con incontri ed eventi proposti dal comune;
  • riprendere in mano il piano energetico comunale per valutare la prestazione energetica degli edifici pubblici e intervenire dove necessario, ampliando l’uso delle tecnologie innovative (led) per l’illuminazione pubblica;
  • inserire norme precise per il miglioramento e il risparmio energetico nei nuovi fabbricati e negli edifici soggetti a ristrutturazione, favorendo il rinnovo edilizio caratterizzato da elevati standard di bioedilizia;
  • avviare controlli a campione sulle abitazioni private per verificare il rispetto delle nuove normative e incentivare l’adeguamento.

Una particolare importanza riveste il patrimonio edilizio pubblico per la rivitalizzazione del nostro comune. Sarzana in movimento, al fine di avere edifici pubblici e scolastici strutturalmente efficienti e quanto più possibile autosufficienti dal punto di vista energetico, suggerisce che occorra:

  • continuare la messa in sicurezza degli edifici pubblici comunali (uffici, asili, scuole) adeguandosi alle nuove normative antisismiche.
  • prendere decisamente la strada dell’ efficientamento energetico

Sarzana in movimento porrà particolare attenzione a una serie di progetti pubblici e privati, in fase di attuazione, in partenza o in progetto, che hanno, o potranno avere, un forte impatto sul territorio valutando con attenzione e con rigore la loro sostenibilità, suggerendo alternative. In particolare:

Privati: Progetto Botta: già ridimensionato nei fatti, dovrà garantire nei termini previsti l’esecuzione dei lavori nel rispetto di tutti gli standard pubblici urbanistici (parcheggi, verde) previsti. I privati proprietari saranno chiamati a definire chiaramente i termini di completamento di tali opere e a verificare con l’Amministrazione la reale fattibilità e tempistica delle altre opere previste, solo iniziate o ancora da iniziare. Verrà inoltre chiarita la questione dei 33 appartamenti che, come previsto, dovranno essere resi disponibili a canone calmierato.

Pubblici/Privati: Villa Ollandini: è un complesso di proprietà pubblica e vincolato all’uso pubblico su cui si sta tentando una illegittima privatizzazione nel quasi totale silenzio, rotto solo dalla voce di Sarzana in movimento e da associazioni a difesa dei Beni Comuni. L’attuale amministrazione ha pensato bene di accelerare l’operazione, proposta da Cassa Depositi e Prestiti Immobiliare, in fase di chiusura del suo mandato, facendola passare per vantaggiosa per la comunità. In cambio della cessione alla Città del 21% della superficie totale, comprende lo storico giardino botanico con due fabbricati minori ristrutturati a scomputo degli oneri di urbanizzazione, il Comune autorizza, con un’ennesima variante al PRG che prevede un incremento dei volumi edificabili del 42%, la valorizzazione a fini privati della villa, del parco e della tenuta agricola. Si tratta perciò di un progetto comunque assolutamente sbilanciato a favore del privato che sottrae all’uso pubblico la maggior parte di un complesso sottoposto a vincolo come Bene Culturale ad uso pubblico. Sarzana in movimento intende opporsi con ogni mezzo all’accordo di programma tra proprietà e Comune, recentemente approvato dalla maggioranza in Consiglio comunale e intende stimolare proposte di progetti per un riuso pubblico dell’intero compendio immobiliare, in collaborazione con tutti i soggetti attivi sul territorio nella difesa dei Beni comuni. Sarzana in movimento, ponendo l’accento sui lati oscuri del progetto, si muoverà per richiedere a Cassa Depositi e Prestiti Immobiliare riscontro sulle proprie intenzioni, proponendo di prendere in considerazione un progetto alternativo che sia inerente alle attuali destinazioni d’uso, sia del “Parco urbano inedificabile” – le cui funzioni prevalenti sono “istruzione, musei, centro convegni e residenza di servizio alle funzioni prevalenti” -, sia della storica villa Ollandini – le cui funzioni prevalenti sono “istruzione, musei, fondazioni scientifiche, centro convegni con annessa struttura alberghiera e attrezzature ricettive”.

Pubblici:

Piscina di S. Caterina: dovrà essere terminata completamente con i finanziamenti che, come ha assicurato più volte l’attuale amministrazione, sono stati erogati direttamente dal ministero mantenendone la gestione anche con bandi di affidamento.

Strada nello Stadio Miro Luperi: progetto “propinato” come risolutore dell’annosa questione del traffico in Via Paradiso, ci trova fortemente contrari. Sarà nostra cura modificarlo radicalmente attuando un intervento più consono ai bisogni dei cittadini e alla salute degli sportivi che frequentano lo stadio, chiedendo la conferma del finanziamento regionale per la “viabilità di via Paradiso”, ma per soluzioni alternative, e proponendo alla regione il progetto di ponte sul guado su cui l’Assessore regionale si è già dichiarato favorevole.

Ex scuola di Viale XXI luglio: verte su di essa una controversa perizia che ne ha provocato la chiusura. Sempre più degradata e usata da questa amministrazione e dalle precedenti solo come risorsa patrimoniale per fare quadrare i bilanci, può e deve trovare una sua collocazione urbanistica. Dopo da una nuova perizia sulla sicurezza statica ed antisismica chiameremo i cittadini a deciderne la destinazione partendo dalla proposta di ritorno ad utilizzo scolastico o, eventualmente, in subordine, ad altre ipotesi già suggerite dai cittadini (uffici pubblici, social housing, ed altre in base ad una rivalutazione di tutto il patrimonio immobiliare del comune).

Cimitero: luogo da troppo tempo dimenticato, ci vede nella logica di proporre una riorganizzazione/ razionalizzazione ed una nuova efficiente manutenzione delle sue aree e dei suoi loculi (anche attraverso il recupero di loculi la cui concessione risulti scaduta). Dobbiamo prevedere la creazione di nuovi spazi per tombe di famiglia e la creazione di appositi edifici funerari adatti ad ospitare le urne cinerarie ed ossari oltre a verificare la possibilità di provvedere in proprio o in associazione con altri comuni alla cremazione dei corpi. Esulando dall’argomento, ci proponiamo di trovare ambienti adatti per le cerimonie funebri di cittadini non religiosi.

Pista ciclabile del canale Lunense: occorre completare la pista trovando soluzioni per i tratti oggi inesistenti e verificando eventuali residui dei fondi pubblici concessi e l’esecuzione di tutte le opere previste dai capitolati d’appalto. Altresì occorre trovare soluzioni per la manutenzione, oggi non prevista.

Pista ciclabile Sarzana – mare: recupero del progetto già a suo tempo finanziato da fondi pubblici che prevede il percorso attraverso i tracciati sterrati della piana di Marinella, lontano dai pericoli del trafficatissimo viale XXV Aprile da collegare alla ciclabile urbana già da risistemare.

PREMESSA

Nel controllare la corretta esecuzione delle opere di urbanizzazione ancora da terminare o in quelle di futura progettazione, il problema degli oneri di urbanizzazione e del loro uso rimane uno dei più scottanti e controversi. Il contributo agli oneri di urbanizzazione è una quota che chi svolge un’attività edilizia deve corrispondere al Comune a titolo di partecipazione alle spese per realizzare opere primarie (es. strade, fognature, ecc.) e secondarie (es. scuole, impianti sportivi, ecc.) a beneficio della comunità. Un contributo che dovrebbe avere risvolti positivi per la città… se questi denari venissero effettivamente usati per opere di urbanizzazione. Invece da molti anni a questa parte tali somme, nel nostro comune come nella maggior parte dei comuni italiani, vengono “dirottate” nel bilancio comunale verso altre voci di spesa estranee all’ambito urbanistico. E’ evidente che in questa maniera diventa difficile la realizzazione e il miglioramento degli standard urbanistici del nostro comprensorio, come dimostra lo stato di molte opere pubbliche a Sarzana o la mancata manutenzione urbana. Oltre a deplorare l’utilizzo “improprio” degli oneri, abbiamo intenzione di sventare la pratica dello scomputo degli stessi a favore delle imprese edili, intendendosi con esso la conversione degli importi che tali imprese dovrebbero versare al comune in opere urbanistiche “di pari valore”. Troppo alto è il rischio che un insufficiente controllo sulle attività di imprese “lasciate al loro sentimento” conduca a lavori non terminati o di scarsa qualità o a costi più alti rispetto alle tariffe dei settori di riferimento. Pertanto le imprese edili, al pari di tutti gli altri privati, dovranno versare la quota di oneri o partecipare, per la parte a scomputo, agli eventuali bandi per l’esecuzione delle opere di urbanizzazione.

Sarzana in movimento pone come unico motivo per ridurre gli oneri quello dell’utilizzo da parte del soggetto attuatore di tipologie costruttive avanzate e rispettose dell’ambiente.

Sarzana in movimento, consapevole della presenza della criminalità organizzata negli appalti delle opere pubbliche (ma anche più semplicemente del rischio di concedere, per abitudine consolidata, sempre ai soliti soggetti gli appalti di servizi pubblici), ritiene necessario mantenere alla luce del sole tutto ciò che riguarda le opere di urbanizzazione e per lavori pubblici nel nostro comune. Per questo occorre la trasparenza totale nelle gare di appalto e nell’assegnazione diretta di lavori.

Nel caso di iniziative edificatorie pubbliche di qualsiasi entità, i cittadini dovranno essere messi al corrente con pubblicazione presso l’Albo Pretorio e sul sito istituzionale di tutta la documentazione finanziaria e cartografica relativa e saranno chiamati a partecipare alle decisioni in assemblee pubbliche senza dover ricorrere ad accessi agli atti. Situazioni disastrose come quelle create dallo scellerato Progetto Botta, nel quale l’amministrazione ha caparbiamente condotto al dissesto il comune malgrado il buon senso di cittadini e comitati li avesse sconsigliati, non si dovranno più ripetere.

PREMESSA
Che il clima del pianeta sia cambiato lo attestano tutti i dati scientifici più diversi e qualificati. Piogge torrenziali, frane, allagamenti sono diventati parte ricorrente della nostra vita quotidiana. Ecco perché, in un territorio fragile come il nostro, reso ancora più vulnerabile dalla scriteriata politica urbanistica e ambientale delle amministrazioni precedenti, c’è la necessità di una nuova consapevolezza sulla prevenzione e sulla gestione del rischio idrogeologico. Per questo Sarzana in movimento vuole valutare la possibilità di istituire un Piano delle Acque partendo dalle seguenti valutazioni:

In primo luogo la manutenzione del territorio dovrà, a nostro avviso, riacquisire un’importanza strategica, nel contesto generale della prevenzione dalle calamità. A partire dalla collina, passando per la città e arrivando al fiume e al mare, il nostro comprensorio ha bisogno di:

  • avviare un controllo approfondito delle zone collinari, soprattutto dove finisce la zona di campagna e inizia la rete stradale urbana, verificando il sistema di smaltimento delle acque in corrispondenza degli scarichi e dei tombini;
  • attuare la pulizia dei boschi, dei fossi e dei canali e il ripristino di piante e arbusti in grado di impedire le frane. Un uso ambientale di ingegneria naturalistica che deve assommarsi alla cessazione del consumo di suolo ed alla drastica riduzione di ingombri che impediscono il naturale scorrimento delle acque meteoriche, azione quest’ultima da condursi con rigore scientifico per non provocare il fenomeno opposto. Occorre grande attenzione nel gestire la vegetazione lungo i fossi e i canali in quanto si potrebbe verificare un fenomeno di deflusso delle acque troppo rapido e veloce dovuto alla esagerata eliminazione della vegetazione lungo i fossi e i canali. Il coinvolgimento di esperti è fondamentale in tale attività.
  • coinvolgere i privati cittadini nei piani di manutenzione idrogeologica soprattutto per i rivi secondari che attraversano proprietà private, assicurando loro la conoscenza dell’argomento mediante incontri e opere di divulgazione.

Un’importanza rilevante, in questo ambito, ricopre la manutenzione delle strade. Basta solo interventi mirati a tappare buchi o a ripristinare temporaneamente l’asfalto. E’ necessario:

  • un piano quinquennale di interventi duraturi nel tempo;
  • investire comunque in tecnologie che garantiscano riparazioni parziali durature, in collaborazione con altri comuni;
  • rafforzare il controllo del ripristino del manto stradale a regola d’arte al termine di lavori, allungando il periodo di garanzia delle fidejussioni;
  • mantenere una costante pulizia degli scarichi e dei tombini stradali per impedire allagamenti nell’ambito urbano ed extraurbano lungo le strade comunali;

Sarzana in movimento vuole rafforzare la propria presenza nel Contratto di Fiume, uno strumento strategico per perseguire (assieme a enti pubblici presenti sul territorio, associazioni, imprese ecc.) non solo una politica di salvaguardia e di valorizzazione del fiume Magra ma anche una logica di sicurezza dal rischio idraulico.

Pensiamo che un’amministrazione comunale debba affrontare la manutenzione e la pulizia di quella parte di fiume di propria competenza e permettere il controllo, il ripristino e la pulizia di argini, di torrenti, canali immissari e alveo fluviale per un corretto scorrimento delle acque. Allo stesso modo è determinante perseguire la bonifica delle discariche tombate lungo le sponde la cui erosione porta inevitabilmente rifiuti anche pericolosi sulle spiagge del litorale e nelle acque antistanti. Su questo tema Sarzana i movimento propone una forte azione finalizzata alla condivisione degli oneri di manutenzione e pulizia straordinaria del litorale coi comuni attraversati dai fiumi Magra e Vara associato ad un piano di intervento attuabile annualmente a fronte della periodicità degli spiaggiamenti.

Per quanto riguarda il rischio sismico e statico, Sarzana in movimento vuole ripartire dal registro delle abitazioni per tutte le realtà urbanistiche, edilizie e tecnologiche della città (vedere punto 1 – Compilazione Registro…).

Per gli edifici privati non a regola con le più nuove norme antisismiche (si escludono i nuovi, che per legge devono attenervisi), si metterà a disposizione degli utenti un ufficio per il reperimento di sovvenzioni o sgravi fiscali laddove piani finanziari nazionali o regionali li prevedano.

Nel caso di edifici comunali, occorrerà proseguire (o iniziare) a reperire i fondi pubblici per ottimizzare quanto più possibile il nostro patrimonio comune. Non vogliamo mentire ai nostri elettori: l’adeguamento sismico sarà una sfida che forse non riusciremo a portare a termine in una legislatura, ma sicuramente daremo la priorità agli asili e alle scuole dimenticati dalle precedenti amministrazioni ed oggi così prepotentemente alla ribalta tutti insieme.

PREMESSA

“A lungo nelle città sono stati abbattuti alberi per far posto a infrastrutture e edifici. E’ necessario fare il contrario, recuperando superficie impermeabilizzata per far posto agli alberi, non puntando più solo sui polmoni verdi confinati nelle aree residue tra gli spazi urbanizzati, ma un nuovo e più ambizioso obiettivo: verde dappertutto. Non è solo una ragione estetica, di arredo urbano, a spingere in questa direzione. E’ la consapevolezza del contributo che il patrimonio arboreo umano può dare al contenimento, su scala locale, dell’inquinamento atmosferico ed acustico, e alla riduzione, su scala globale, delle emissioni di gas serra. Gli alberi sono un valore aggiunto come strumento di mitigazione del caldo (barriera all’irraggiamento) e ottimi frangivento nelle esposizioni più fredde, mentre il verde rampicante o pensile (pareti e tetti verdi) dà un prezioso contributo al risparmio energetico” (da Ecosistema Urbano/Rapporto sulle performance ambientali delle città 2017 – Legambiente).

Al di là della ovvia osservazione del mondo verde come produttore di ossigeno per la nostra vita (verità quasi sempre rimossa o dimenticata), la presenza del verde nella nostra città (inteso come verde urbano e extraurbano) non è mai stata presa nella giusta considerazione. Occorre dunque, in prima istanza, che ogni atto di pianificazione e gestione del territorio (da parte del Comune) debba essere inserito nel contesto normativo della Convenzione europea sul Paesaggio fatta a Firenze nel 2000 e ratificata dall’Italia con la legge n°14 del 9 gennaio 2006 e dall’applicazione della legge n°10 del 2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”. Sarzana in movimento vuole dunque proporre un Piano per il Verde inteso come strumento di pianificazione, da integrare al nuovo P.U.C., capace di contenere al suo interno una nuova strategia per affrontare il problema del verde a Sarzana. Tale normativa sarà uno strumento operativo contenente prescrizioni specifiche per la progettazione, costruzione e manutenzione del verde pubblico e privato. Alcuni punti: ● incremento e salvaguardia delle aree con vegetazione. Si tratta di quelle zone non ancora edificate e da individuare, all’interno del tessuto urbano e extraurbano, che presentano caratteristiche naturalistiche ed ecologiche tali da poter essere classificate non modificabili e che sono necessarie per assicurare una continuità tra spazi naturali e seminaturali della città. Alcune di queste zone possono diventare verde pubblico, o servire per attività ludiche e sportive o essere dedicate alle sole attività agricole; ● la manutenzione del patrimonio vegetale dovrà essere ripensata, indirizzandola verso criteri ecologici e di rispetto delle specie, non intervenendo più in maniera poco accorta (ad es., mancata cura delle piante che comporta malattie e conseguente taglio, tagli sistematici ed incoerenti delle chiome, ecc.). Non ultima la verifica della possibilità di inserimento di piante storiche o rare nel registro degli alberi monumentali a futura tutela: ● dare il via ad una rete comunale di orticoltura urbana che costituisca un valore aggiunto in termini di coesione sociale. Tale iniziativa, agendo a livello di verde pubblico e privato, permette la messa in atto di nuove forme di integrazione ed il recupero di aree ad oggi dismesse o inutilizzate come i fossati della città, ma non solo.

Un’attenzione particolare meritano l’oasi dei Bozi, la parte del Parco Fluviale di competenza del Comune e la zona verde della Tenuta di Marinella a ridosso del mare, ciascuna avente natura giuridica a sé.

– Il progetto di parco naturalistico dell’Oasi dei Bozi di Saudino va proseguito e rafforzato, in collaborazione coi privati proprietari dell’area.

– Parco fluviale della Magra. Sulle sponde del fiume vertono gravi problemi: a parte le violazioni di legge per la presenza dei frantoi di inerti, vi è un numero non ancora definito di discariche tombate che si aggiungono a quelle a cielo aperto. Sarzana in Movimento chiede fortemente l’indagine conoscitiva sulle discariche tombate attraverso l’analisi di termografie aeree. Un sistema di “fototrappole”, da applicare su tutto il territorio a rischio potrebbe risultare efficace sul problema delle discariche a cielo aperto e l’abbandono di rifiuti. Proponiamo un concorso di idee per la possibilità di creare circuiti fruibili a piedi, in bicicletta o a cavallo lungo la sponda sinistra da raccordare alla pista ciclabile da Sarzana al mare.

– Comprensorio di Marinella: consapevoli delle vicende complesse che stanno interessando la proprietà, riteniamo tuttavia che il Comune debba adoperarsi per conservare la possibilità di fruizione pubblica dei sentieri del comprensorio e che venga finalmente rivisto e sbloccato il piano per Marinella e le sue spiagge. Devono essere prioritari: il mantenimento nel P.U.C. del parco campagna, l’annessione al parco Magra-Vara-Montemarcello delle aree ancora non inserite della piana e la vocazione agricola storica del territorio con salvaguardia della zootecnia e della biodiversità di eccellenza, finalizzata alla implementazione e valorizzazione delle produzioni tradizionali con progetti condivisi con il territorio e a favore del territorio stesso.

Più in generale poi: ● per le nuove piantumazioni (soprattutto nelle aree abitate e maggiormente frequentate) dovranno essere usate specie non allergeniche. In particolar modo nei pressi delle scuole, asili e parchi giochi quelle esistenti saranno eventualmente sostituite a tutela della salute dei bambini. ● le aree verdi e i parchi pubblici presenti in città devono essere tutelati, tenuti puliti e devono poter essere utilizzati per il riposo, per progetti di vicinato ed incontro, per momenti di aggregazione, ecc. Non siamo contrari ad una concessione al privato purché regolamentata da vincoli stringenti da studiare caso per caso.

Sarzana in movimento si farà carico di ridare un senso a queste fondamentali aree della città a tutt’oggi in condizioni di poca fruibilità se non in presenza di una gestione privata. Le aree verdi non sono un semplice arredo urbano né tantomeno un luogo dove disonestà e violenza possano essere sono di casa, ma devono essere riconosciute come patrimonio e ricchezza della città. E’ necessario dunque attuare una nuova strategia per la conservazione e la fruizione del verde urbano. Sarzana in movimento vuole: ● una norma, con forte valenza simbolica, che preveda la piantumazione di un albero per ogni neonato o adottato minore residente. ● una regola generale da inserire nel nuovo PUC che preveda l’impegno, per ogni albero tagliato dal pubblico o dal privato per provata necessità, di ripiantarne lo stesso numero in zone indicate dal Comune. ● il rispetto verso gli alberi monumentali, che deve trovare un regolamento secondo i criteri della legge n° 10 del 14 gennaio 2013, articolo 7, comma 3.

Anche sul verde, come per tanti altri argomenti, il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini rimane fondamentale per dare indirizzi di base, consigli, critiche e quant’altro possa servire per rendere questo bene comune, così prezioso, sempre più presente nel nostro territorio.
Anche per questo Sarzana in movimento vuole promuovere, oltre a incontri a tema e aggiornamenti sulla materia, concorsi di idee di natura artistica e creativa e la riproposizione di feste (come quella scolastica degli alberi) e incontri rivolti alla valorizzazione del paesaggio urbano e peri-urbano (lacustre, fluviale e marino) di tutto il territorio comunale e in particolare nelle piazze, nei parchi e negli ambiti degradati da recuperare.

PREMESSA

Non possiamo poi non parlare dell’area agricola che circonda Sarzana. Parte della nostra piana ha perso quella connotazione di impiego locale e mirato dei suoi prodotti e si è assistito all’abbandono di terreni e coltivazioni. Negli ultimi anni si è visto un ritorno alla pratica agricola da parte di giovani, con risultati incoraggianti ma ancora troppo deboli per poter parlare di consolidamento del fenomeno. Questi coltivatori devono essere messi in grado di difendersi da un mercato globalizzato che usa regole e strutture costruite apposta per la grande distribuzione agroalimentare.

Sarzana in movimento si schiera apertamente con la libera lavorazione dei prodotti, soprattutto se autoctoni, con l’agricoltura contadina e con il grande patrimonio dei prodotti locali, incentivando dunque la produzione a km zero e difendendo i nostri sapori e le immense potenzialità della terra sarzanese. La prossima amministrazione dovrà mostrare un maggior impegno verso questo mondo (che a tutti gli effetti rappresenta il bene comune della terra) con strumenti propositivi ed attuativi nuovi, amplificando la filiera del biologico e di fatto unendo una vera cultura del cibo con un sostenibile sviluppo economico a salvaguardia del nostro ambiente. In definitiva vogliamo :

  • ribadire nel Piano Urbanistico la non edificabilità delle aree agricole e promuovere l’idea di Agricoltura come baluardo per l’estetica del paesaggio;
  • valutare percorsi per coinvolgere le aziende agricole nella manutenzione del territorio;
  • incentivare i proprietari di terreni a dare in concessione i terreni incolti;
  • sfruttare tutte le opportunità che la Comunità Europea ha messo in campo con una serie di norme che hanno lo scopo di tutelare le produzioni tipiche di particolari territori e di pregiarsi dei relativi marchi di qualità, rilanciando le sementi storiche locali come, ad esempio, lo zucchino alberello di Sarzana;
  • coinvolgere produttori locali ed esperti in una rete di condivisione degli obiettivi da raggiungere. Si otterrebbero così quelle indicazioni indispensabili alle aziende agricole sarzanesi per produrre prodotti tipici e di qualità con il riconoscimento da parte di organismi terzi delle certificazioni del luogo di origine e delle tecniche di coltivazione (agricoltura integrata, biologica, ecc.) e quindi l’applicazione di quei disciplinari di produzione e delle norme che permettano la tracciabilità dei prodotti agro-alimentari;
  • estendere la rete a tutte le realtà che operano a vari livelli sul territorio (oltre alle aziende agricole – i commercianti, i ristoratori, gli agriturismi, le fattorie didattiche, le scuole, consumatori) ;
  • coinvolgere l’istituto agrario e i professionisti esperti locali nelle valutazioni e nelle progettazioni delle aree naturali sarzanesi;
  • creare un “Punto di Informazione agricolo” con intenti di sostegno sia all’agricoltore (per promuovere la produzione locale e fornire supporto per intercettare fondi pubblici), che al consumatore locale o in visita turistica nelle nostre zone (per l’accoglienza con informazioni, proposte e suggerimenti sulla produzione locale);
  • ri-creare in zona centrale di un luogo di compravendita verso cui convergano prodotti di pregio e i clienti che li ricercano; promozione e sostegno ai Mercati della Terra con controlli a Tolleranza Zero sulla provenienza;
  • promuovere l’associazionismo a tutti i livelli, sia per quanto riguarda la produzione che per le fasi successive di trasformazione e commercializzazione, al fine di abbattere il più possibile i costi di produzione;
  • fare da intermediari tra i giovani e tipi di incentivo non capestro che prendano in considerazione la “produttività ritardata” dei frutti dell’attività agricola;
  • individuare i migliori canali di commercializzazione per una produzione tipica;
  • introdurre canali di commercializzazione per il “Km zero” potenziando la collaborazione soprattutto coi negozi di prossimità. Accorciare le distanze significa aiutare l’ambiente, promuovere il patrimonio agroalimentare locale e abbattere i prezzi;
  • condurre campagne di sensibilizzazione contro l’utilizzo di pesticidi ed abolire con ordinanze l’utilizzo del glifosato.

Per concludere è giusto sottolineare che, per cominciare a parlare di itinerari gastronomici, di aziende agricole che producono e vendono direttamente il loro prodotti, di agriturismo e di successivi passaggi verso le vendite a domicilio anche attraverso gruppi di acquisto e la rete occorre andare di pari passo con la creazione di un sistema di tale fisionomia.

Ambiente

La modernità a Sarzana si evidenzia prima di tutto nelle sue componenti più deleterie. Siamo tutti consapevoli di come molti limiti siano stati abbondantemente superati; tuttavia è inaccettabile che nulla sia stato fatto nel Comune per affrontare gravi inquinamenti o dirimere con scelte più oculate i problemi del traffico, l’invadenza delle antenne telefoniche o il tipo di raccolta dei rifiuti. Sarzana in movimento e Valter Chiappini da tempo denunciano lo stato di abbandono e di degrado del nostro ambiente. E’ giunto il momento di fare qualcosa.

PREMESSA

Il 2011 fu l’anno del referendum sui servizi pubblici locali (referendum sull’acqua pubblica). L’esito fu clamoroso e abbastanza inaspettato: si superò ampiamente il quorum e circa 25 milioni e mezzo di elettori scelsero a) di cancellare una norma appena varata dal governo Berlusconi che imponeva la privatizzazione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica (e in particolare di quello idrico); b) di togliere dalle bollette dell’acqua la voce “remunerazione del capitale investito”: un 7% che garantiva il profitto al gestore, a prescindere dalla qualità del servizio e dagli investimenti realizzati per migliorarlo.

All’indomani del referendum, iniziarono però subito i tentativi per neutralizzarne le conseguenze. Questi tentativi furono inizialmente rintuzzati dalla Corte costituzionale, ma poi i vari governi che vennero dopo quello Berlusconi ripresero gradualmente il controllo affidando all’Autorità per l’energia elettrica e il gas (oggi ARERA: Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) anche il servizio idrico e cambiando il sistema tariffario per reintrodurre di fatto un sistema di remunerazione garantita del profitto. Fallì così un tentativo di “dis-obbedienza civile” che prevedeva l’autoriduzione delle bollette. Oggi le élites politico-finanziarie che governano il nostro paese utilizzano una strategia più subdola di quella sconfitta dal referendum, ovvero non si obbliga più alla privatizzazione ma si incentivano i comuni a privatizzare i servizi locali e si favoriscono i processi di fusione e aggregazione tra aziende per consegnare i servizi pubblici locali (acqua, rifiuti, ecc.) nelle mani di poche grandi multiutility con capitale pubblico-privato, ma con logica totalmente privatistica (IREN, HERA, A2A e ACEA). Si tratta di società per azioni quotate in borsa che si spartiscono il territorio nazionale seguendo logiche di profitto per gli azionisti, potendo contare su introiti sicuri garantiti dalle bollette e contratti a lunga scadenza in regime di monopolio.

 

 

Diritto all’acqua pubblica: Sarzana in movimento è consapevole che la battaglia per l’acqua pubblica ha una valenza che va al di là del tema specifico e che investe direttamente la possibilità dell’esercizio reale della democrazia sulle questioni vitali per la collettività. Pertanto, pur consapevole della difficile situazione finanziaria in cui ACAM si è venuta a trovare per la sua dissennata gestione ad opera della politica locale (situazione che peraltro, con svendite di beni, con enormi sacrifici dei lavoratori e contributo economico di utenti e creditori era assai migliorata), si è battuta contro la sua aggregazione a IREN, votando contro le delibere comunali che hanno purtroppo deciso tale operazione. Ci aspettiamo che purtroppo l’aggregazione favorisca le politiche di privatizzazione che si sono già manifestate nelle altre realtà gestite da IREN (aumenti tariffari ingiustificati, carenza di investimenti e corrispondente aumento dei margini di profitto) e siamo convinti che la comunità locale rischia di venire definitivamente spogliata di qualunque potere di controllo o indirizzo in una materia così delicata e vitale. Infatti il Comune di Sarzana peserà quasi zero nel consiglio di amministrazione di IREN dove siedono i comuni di grandi città (Torino, Genova, ecc.) oltre che fondi di investimento e banche. È nota inoltre la situazione debitoria di IREN e quindi temiamo che non si conseguirà neppure l’obiettivo dell’accelerazione dell’uscita dal debito di ACAM che è la principale motivazione addotta per giustificare l’aggregazione.

Cosa fare allora? Poco, nell’immediato, se non perseguire in ogni modo l’interesse dei cittadini. A onta della pretesa ineluttabilità di privatizzare e mettere sul mercato i servizi pubblici locali, per renderli efficienti e funzionali, sempre più città, regioni e Paesi nel mondo intero stanno scegliendo di chiudere la partita della privatizzazione dei servizi pubblici locali e di rimunicipalizzare il servizio idrico, la raccolta e trattamento rifiuti, ecc., riprendendo in mano il controllo pubblico sulla loro gestione. In molti casi si tratta della risposta alle mancate promesse degli operatori privati e alla loro incapacità di anteporre al profitto i bisogni delle comunità.  Il diritto all’acqua resta un diritto inalienabile e le comunità locali dovranno sempre più rivendicarne il controllo anche in vista di una carenza di fonti idropotabili determinata dall’inquinamento ambientale e dai cambiamenti climatici.

Sarzana in movimento aderirà alle iniziative per la ripubblicizzazione dei Beni Comuni, coinvolgendo la cittadinanza attiva nelle proprie campagne.

 

Azioni per l’acqua

Anche al fine di ridurre il volume dei rifiuti di plastica, pensiamo di incentivare il più possibile l’utilizzo dell’acqua dell’acquedotto

  • fornendo alla popolazione informazioni ampie, dettagliate e aggiornate sui dati inerenti la qualità dell’acqua certificati dal gestore e dalle autorità di controllo;
  • impegnandoci alla massima vigilanza onde prevenire qualsiasi forma di inquinamento delle fonti di approvvigionamento idropotabile
  • impegnandoci al confronto con il gestore per migliorare le caratteristiche organolettiche dell’acqua in modo da incentivare l’utilizzo dell’acqua del rubinetto e disincentivare quello dell’acqua in bottiglia.
  • promuovendo l’installazione di nuove fontanelle pubbliche nelle aree più frequentate per un utilizzo libero e gratuito dell’acqua “del sindaco”
  • incentivando l’uso dell’acqua di rubinetto in caraffa nei locali, nelle mense e in tutti gli edifici pubblici
  • promuovendo il risparmio idrico con l’implementazione di sistemi di raccolta delle acque piovane per il loro impiego in ambito urbano e rurale.

 

Riguardo ai rapporti con il gestore, Sarzana in movimento, sulla base del principio che i margini di utile della gestione debbano essere totalmente reimpiegati nel miglioramento della qualità del servizio idrico, si impegna a:

  • verificare l’effettiva realizzazione dei necessari interventi di manutenzione delle reti
  • porre nella Conferenza dei Sindaci le questioni
  1. a) della programmazione e realizzazione di interventi di miglioramento e adeguamento delle infrastrutture (reti, depuratori, ecc.)
  2. b) della tariffazione equa e sostenibile in particolare dalle fasce svantaggiate della popolazione cercando di ottenere la gratuità della quota minima di 50 litri al giorno a persona, come quantitativo minimo vitale, riconosciuti anche dal Decreto del Presidente del Consiglio del 14 Ottobre 2016.
  3. c) del controllo della correttezza anche formale in tutte le sue fasi dell’aggregazione ACAM-IREN.

PREMESSA
Quando parliamo a Sarzana di aria pulita inevitabilmente associamo ad essa il traffico veicolare che, negli ultimi anni, ha assediato sempre di più le nostre vite, anche a causa di una cattiva gestione del problema. E’ evidente che se saremo in grado di modificare la qualità e la quantità di traffico nelle nostre strade e nei nostri quartieri anche la qualità dell’aria potrebbe migliorare sensibilmente e, contemporaneamente, potremmo abitare la città in maniera meno caotica, meno stressante e con una qualità della vita migliore.

 

MONITORAGGIO DELL’ARIA

E’ necessario dunque, in prima istanza, continuare a monitorare la qualità dell’aria, ripristinando i rilevamenti delle centraline preposte a questo scopo in maniera tale da poter intervenire con rapidità in eventuali situazioni di pericolo che derivino anche da problematiche non strettamente veicolari. I risultati del monitoraggio saranno riportati sul sito istituzionale

 

CONCORSO DI IDEE

Non abbiamo la presunzione di conoscere tutte le sfaccettature del problema traffico; per questo, nel fare il punto della situazioni trasporti, vorremmo promuovere un concorso di idee che coinvolga giovani professionisti sarzanesi (architetti, ingegneri, geometri) per cercare di risolvere al meglio il problema della viabilità e dei parcheggi nella nostra città partendo dallo studio già effettuato dall’ ATC anni fa.

Tuttavia proponiamo una serie di idee e ipotesi che già da subito possono incidere sul traffico cittadino e portare a ricadute positive nella vita dei sarzanesi.

 

NUOVO PIANO DEL TRAFFICO

E’ necessario un Nuovo Piano del Traffico condiviso e partecipato dai cittadini. Occorre una partecipazione aperta in assemblee mirate per interpolare mobilità, sviluppo del commercio cittadino e turismo con la qualità della vita dei cittadini residenti.

Occorre una prima analisi per valutare eventuali cambiamenti in zone particolarmente a rischio della città e suscettibili di immediati cambiamenti. La correzione della gerarchia delle strade (di scorrimento, strada mercato, di quartiere ecc.) potrebbe rappresentare un utile approccio al problema come anche la messa in discussione di sensi unici o di sensi di marcia incongrui soprattutto in zone dove i sensi unici ad anello su un’unica dorsale potrebbero risolvere problemi di intasamento e di pericolosità.

 

PARCHEGGI

Intendiamo nel frattempo:

  • limitare la costruzione di nuovi parcheggi e nel caso imporre regole di compatibilità ambientale;
  • potenziare e riorganizzare i parcheggi gratuiti nelle zone periferiche, impedendo il parcheggio selvaggio in aree non destinate a tale uso o con posteggi limitati (giardini di Via Alighieri, stadio, Cavaggino, zona Gerardo, ecc.);
  • eliminare il ricorso illegittimo alle multe per divieto di sosta nelle aree a pagamento introducendo la sola integrazione della tariffa.

Verificare con la società appaltatrice la possibilità di:

  • migliorare la fruizione dei parcheggi a pagamento presenti oggi intorno al centro storico, quali Porta Parma, Porta Romana, Pubblica Assistenza, Liceo, Parcheggio coperto Via Neri, Piazza Jurgens, ecc.;
  • diminuire la tariffa oraria, rendendo gratuita la pausa pranzo dalle 12,30 alle 15. Completa gratuità la domenica. Orari 8-13/15-20 tutto l’anno senza estendere gli orari in estate a mezzanotte;
  • prevedere l’emissione gratuita di un ticket “di cortesia” della durata di 20 minuti per poter effettuare piccole commissioni.

Verificare la possibilità con commercianti ed esercenti di:

  • rimborsare un’ora, o più, di parcheggio per acquisti o consumi superiori ad una cifra da concordarsi.

 

 

ZONA A TRAFFICO LIMITATO

  • Intendiamo ripensare, migliorare ed estendere il concetto di ZTL riorganizzando alcune zone della città limitrofe al centro per favorire la pedonalizzazione e la chiusura del traffico e il suo sfruttamento.
  • I percorsi pedonali esistenti devono essere riconvertiti progressivamente in percorsi accessibili ai disabili.
  • Occorre riorganizzare le zone di sosta per i residenti del Centro Storico in maniera da evitare l’eccesso di permessi rispetto ai posti disponibili.

 

TRASPORTO PUBBLICO

E’ oramai evidente la necessità di affrontare il problema traffico da altre angolazioni. Occorre infatti sensibilizzare il cittadino all’uso di mezzi ecologici per diminuire l’inquinamento atmosferico e all’uso di mezzi pubblici per diminuire l’impatto negativo che il numero esorbitante delle auto esercita su tutti noi.

 

Sarzana, anche forse a causa delle dimensioni ridotte, non ha mai avuto potuto godere dello studio di un piano di trasporto pubblico adeguato ai suoi cittadini. Occorre dunque insistere con ATC per ampliare la convenzione della “chiamata a richiesta” per meglio collegare i quartieri più lontani. I piccoli bus usati dovrebbero essere elettrici. Contemporaneamente, occorre sensibilizzare i cittadini su questa alternativa più ecologica rispetto all’uso dell’auto privata.

 

LA BICICLETTA

I dati europei sull’uso della bicicletta sono particolarmente positivi (soprattutto in termini di salute – i costi sanitari risparmiati in Europa per una migliore forma fisica legata all’uso della bicicletta si aggirano sui 114 miliardi di euro) ma quelli sul risparmio veicolare (24 miliardi di euro) e sul risparmio di carburante (da 3 a 6 miliardi di euro) sono anch’essi molto importanti.

Dunque in Europa si investono circa 5-6 euro (in media) per cittadino sull’uso della bicicletta ed il ritorno in termini economici è di circa 400 euro. Il futuro della mobilità non può non passare per questa via!(https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/rapporto_la_bi_ci.pdf )

 

Per queste ragioni Sarzana in movimento vuole far sì che la bicicletta diventi un mezzo di uso comune.

Quindi:

  • la pista ciclo pedonale del canale Lunense, tuttora colpevolmente ancora in costruzione, deve diventare un riferimento per la città. Occorre pertanto intervenire e terminare le parti mancanti in maniera da dare continuità con i tratti di competenza dei comuni di S. Stefano, Castelnuovo e Luni. In particolare per la messa in sicurezza della sponda
  • rientra in quest’ottica di completamento anche la sistemazione del ponte della pista in Via Mazzincollo, per permettere un uso completo del tracciato ai cittadini di Crociata.
  • occorrerà un Piano per la Mobilità a Pedali perchè è nostra intenzione verificare la possibilità di realizzare altre piste nel comune per permettere una mobilità più completa. Sarà fondamentale connettere il centro con la periferia in un’ottica legata a luoghi di lavoro, scuole, impianti sportivi diffusi nei quartieri e fondamentale sarà recuperare le risorse pubbliche per realizzare la pista che unirà Sarzana a Marinella.
  • rivaluteremo il Bike Sharing alla luce del nefasto tentativo precedente, ma non prima di aver parlato con i cittadini e di averli coinvolti con assemblee, eventi e manifestazioni sull’uso della bicicletta e per raccogliere le loro valutazioni e i loro consigli.
  • infine l’uso della bicicletta deve unire i cittadini non solo nella parte propriamente utile e lavorativa della vita quotidiana ma deve essere fonte di divertimento e di incontro. Per questo proporremo progetti con le scuole, eco-passeggiate turistiche e percorsi tematici per i cittadini per riscoprire le bellezze del nostro territorio.

PREMESSA

Basta guardarsi intorno per notare come il numero di antenne dedicate alla telefonia mobile sia cresciuto esponenzialmente, e come esse siano sempre più vicine alle nostre case. Ma sono tutte necessarie? E quanto sono pericolose? La liberalizzazione del mercato telefonico, caratterizzato da una esagerata concorrenza, da forti investimenti e dall’avallo dello Stato, che ha inserito questo comparto fra quelli “strategici”, ha sottoposto gli enti comunali a forti pressioni. A Sarzana, la nostra amministrazione non ha retto e ha prodotto il famigerato Piano Antenne, in cui ha dimostrato incapacità nello stabilire criteri di regolamentazione e vincoli di pianificazione corretti.

 

Sarzana in movimento vuole affrontare un problema ineludibile, nella corretta informazione e controllo della popolazione, tenendo conto della pericolosità intrinseca che presenta l’inquinamento elettromagnetico. Il “piano di organizzazione degli impianti di teleradiocomunicazioni” che l’Amministrazione ha adottato non da risposte sufficienti dato che non è sostenuto da analisi, misurazioni e valutazioni precise.

 

Le proposte di Sarzana in movimento riprendono concetti ampiamente discussi in Consiglio comunale e con le associazioni dei cittadini che possono essere riassunti nei termini che seguono.

Occorre partire dalla salute dei cittadini privilegiando il “concetto di precauzione”.

 

  • individuare le aree nelle quali la presenza di emissioni è già di per sé ai limiti precauzionali e quindi da escludere per eventuali potenziamenti o sovrapposizioni attraverso le misurazioni e le simulazioni previste per legge,
  • mettere in atto programma di costante rilevamento delle emissioni, come previsto dalle norme, da pubblicare sul sito on line del Comune,
  • far valutare le emissioni dell’antenna di Via Landinelli, di per se orribile dal punto di vista architettonico/paesaggistico e, se del caso, imporne lo spostamento ai gestori,
  • allo stesso modo verificare gli impianti presenti presso aree sensibili come scuole, impianti sportivi, strutture residenziali sanitarie, aree ricreative o di gioco
  • promuovere l’adozione della fibra ottica.

 

A seguire devono essere prese misure a tutela dell’ambiente dove viviamo e di rispetto per il paesaggio: nella ricerca geografica per la collocazione di nuovi impianti occorre tenere conto dei vincoli su aree e beni.

PREMESSA

Nel nostro paese ci sono circa 32 milioni di tonnellate di amianto da bonificare, per la maggior parte sotto forma di copertura Eternit, serbatoi o tubazioni (questa parte è quella definita materiale “compatto”) e rivestimenti a spruzzo, isolanti termoacustici, controsoffittature, isolamenti di tubazioni e caldaie, cartoni e prodotti affini (materiale” friabile”). Le coperture in amianto hanno una vita media di 50 anni e con il tempo rilasciano fibre (1300 volte più piccole del diametro di un capello) nell’atmosfera, impercettibili all’occhio umano. L’inalazione di queste fibre provoca malattie come l’asbestosi o, peggio ancora, il mesotelioma pleurico.

 

La presenza dell’amianto a Sarzana, mai bonificato interamente, comporta a tutt’oggi un rischio sanitario elevato per la popolazione.

Sarzana in movimento vuole portare all’attenzione di tutta la popolazione il problema amianto con la volontà di provare a risolverlo.

 

In prima battuta, per l’individuazione:

  • Occorre verificare il censimento dei siti, anche di minima presenza, per verificare il rispetto delle normative di “isolamento” e smaltimento. Tale censimento deve riguardare sia privati cittadini che siti pubblici, artigianali e industriali.

 

Ricordiamo infatti che la Regione Liguria ha già disposto il censimento dei prodotti, materiali e manufatti contenenti amianto, ma tale operazione è stata largamente disattesa. Così come non avvengono controlli a campione sul rispetto dell’obbligo all’autonotifica dei proprietari di immobili e/o dei responsabili delle attività che si svolgono in edifici civili o industriali o in impianti nei quali siano presenti materiali contenenti amianto.

 

In seconda battuta, per la rimozione:

  • occorre essere vicini alla cittadinanza per informare di quanto contenuto nelle normative nazionali e regionali, sulle prescrizioni circa  la rimozione del materiale contenente amianto, anche fornendo documentazione di facile lettura e aiuto nell’espletare le pratiche.

Per ultimo, per il trasporto e lo smaltimento:

  • al momento ai privati ed alle istituzioni pubbliche resta l’onere della spesa relativa al trasporto ed allo smaltimento del materiale di loro competenza, che deve essere per legge effettuato da una ditta specializzata.

 

Sarzana in movimento vuole intervenire in questa terza fase, valutando tutte le possibilità per diminuire il carico economico sul privato o gli enti pubblici che intendano dismettere questi materiali pericolosi, in modo da favorire l’eliminazione e soprattutto impedire l’abbandono nell’ambiente. Ci impegneremo, in definitiva, ad esaminare le norme ed i regolamenti di riferimento e portare l’amianto alla totale messa al bando sul territorio comunale.

 

Analogamente a quanto proposto per l’amianto, occorre individuare e censire la presenza di discariche di materiale pericoloso come cromo esavalente (proveniente dalla lavorazione delle pelli e delle vernici), piombo (impiegato in molti prodotti per produrre leghe), mercurio (lavorazione dell’oro, termometri, otturazioni dentali), pesticidi, scarti di radiologia medicale e attrezzatura sanitaria, cadmio (preparazione di pesticidi e fertilizzanti), ecc. (con particolare attenzione alle zone ambientalmente pregiate come il fiume Magra e i Bozi di Saudino) e contemporaneamente censire e monitorare le aziende presenti, il tipo di materiale lavorato e l’eventuale presenza di discariche nelle zone artigianali e industriali.

Nel nuovo piano urbanistico si dovranno separare definitivamente gli insediamenti abitativi da quelli industriali ed artigianali, specialmente se inquinanti. La nuova amministrazione, in compartecipazione agli enti preposti, dovrà attivarsi per una corretta prevenzione nella salvaguardia e nel controllo del territorio e nella bonifica totale del territorio comunale.

Come per la bonifica dell’amianto, anche per la presenza di rifiuti pericolosi è necessario che i cittadini prendano coscienza del reale pericolo che tale inquinamento rappresenta. Sarzana in movimento reputa dunque necessario incontrare ciclicamente i cittadini su questi problemi per facilitare e sollecitare la partecipazione della popolazione sarzanese.

Occorre anche il coinvolgimento delle scuole e creare incontri di educazione ambientale tra studenti, gli organi istituzionali preposti alla salvaguardia dell’ambiente e esperti di vario grado.

Sull’ambiente e sulle sue problematiche, ora più che mai, la trasparenza delle valutazioni e delle decisioni deve essere massima.

 

Sarzana in movimento è per il totale accoglimento e diffusione dei principi “Zero Waste” – rifiuti zero- (vedi punto 6).

Il problema del rumore e dell’inquinamento acustico è diventato particolarmente pressante negli ultimi tempi soprattutto nei periodi di punta della “movida”.

Le precedenti amministrazioni hanno elaborato il piano di contenimento dei rumori e di zonizzazione acustica senza tuttavia tenerlo aggiornato, né applicandolo nella sua interezza.

Sarzana non è una metropoli, ma necessita comunque di una rivisitazione precisa e puntuale di questa problematica con un costante controllo.

Sarzana in movimento vuole rielaborare il Piano, porre limiti acustici precisi controllando il rumore prodotto da qualsiasi sorgente sonora potenzialmente disturbante.

Pensiamo che occorra, in primis:

  • predisporre campagne e interventi di monitoraggio costante dei livelli di inquinamento acustico, in particolare nel centro storico e nelle aree interessate dal fenomeno della movida e da rumore evidente causato da attività antropiche;
  • dotare il corpo di Polizia municipale di adeguata formazione e strumentazione atta a verificare ed eventualmente sanzionare situazioni al di fuori delle norme di legge e dei regolamenti cittadini.

 

Il problema degli schiamazzi, dei rumori molesti, delle attività ludiche di bar e ristoranti, delle manifestazioni e dei concerti nel centro storico (e non solo) debbono essere affrontati con una strategia anti-rumore globale, adattata ad ogni situazione, che passi non solo da ordinanze e atti sanzionatori ma da una comune e condivisa visione di una città aperta e civile, rispettosa dei diritti di ognuno (vedi anche Sicurezza e Decoro). Il centro storico deve riacquistare una sua precipua connotazione di piazza aggregante e sociale soprattutto per i suoi cittadini trovando un equilibrio, anche sonoro, per tutte quelle attività commerciali e ludiche necessarie per la qualificazione culturale e turistica della città.

 

L’altro grande problema del rumore è il traffico cittadino (vedi anche “viabilità”).

E’ evidente, ovviamente, il forte intreccio tra un traffico divenuto sempre più caotico e incontenibile e l’inquinamento acustico che esso provoca.

Anche qui, in prima istanza, occorre:

  • individuare dei criteri e modalità di monitoraggio dei livelli acustici prodotti dal traffico veicolare e dal rumore prodotto dalle infrastrutture e dai trasporti.

Come già abbiamo sottolineato in Aria e Traffico veicolare, occorre un nuovo Piano del Traffico per cercare raggiungere di ottimizzare la presenza veicoli sulle nostre strade. Valutando in sede di manutenzione del manto stradale la sostenibilità dei costi, propenderemo per le migliori offerte con l’utilizzo di manti fonoassorbenti per ridurre il rumore del transito veicolare.

 

Anche per intervenire su questo tipo di inquinamento occorre coinvolgere i cittadini, soprattutto coloro che hanno la residenza vicino ai grossi assi stradali, per raccogliere consigli e valutazioni su come impostare eventuali soluzioni.

Anche in questo caso garantiremo la pubblicazione sul sito web del Comune di tutti i dati e i piani previsti dalla normativa vigente, i risultati dei monitoraggi di aria e rumori, le prescrizioni e tutta la documentazione inerente ed utile.

Auspicando una nuova consapevolezza sull’uso dell’auto possiamo pensare ad incontri informativi e formativi con i cittadini sul tema dell’inquinamento ambientale da traffico veicolare.

PREMESSA

In Italia la gestione dei rifiuti ruota ancora intorno a due modalità che non condividiamo: l’incenerimento e la discarica. Tali approcci presentano risvolti grandemente irrisolti ed eticamente immorali. Siamo contro l’incenerimento dei rifiuti perché la combustione degli stessi porta alla produzione di molecole molto pericolose (la diossina è quella più tristemente nota) e particelle infinitesimali di scorie (circa 2,5 micron o inferiori). Entrambi sono particolarmente nocivi per la salute. Siamo a favore della progressiva scomparsa delle discariche perché deturpano l’ambiente e il percolato che deriva dalla scarsa ossigenazione del rifiuto è in grado di inquinare nel 100% dei casi l’area occupata dalla discarica stessa con gravi conseguenze sull’ambiente circostante.

Occorre dunque un nuovo approccio per la gestione dei rifiuti che parta dal concetto di base di ridurre alla fonte la produzione dei rifiuti stessi: la cosiddetta strategia “Rifiuti Zero”. E’ ormai chiaro che questa è l’unica scelta possibile per raggiungere i parametri imposti dalla normativa comunitaria, attraverso quella visione complessiva del ciclo delle “materie prime secondarie” che ha come propri capisaldi la Riduzione, il Riuso, il Riciclo e il Recupero dei rifiuti stessi (le 4R).

E’ evidente dunque che anche a Sarzana dobbiamo migliorare l’attuale sistema di raccolta differenziata, già in atto su tutto il territorio comunale, e valorizzare il sistema agli occhi di una cittadinanza resa dubbiosa dalla malagestione passata ed attuale. Solo così si potrà rinunciare a ipotesi di incenerimento dei rifiuti e progressivamente ridurre il conferimento in discarica. Ma non solo: è comprovato che “Rifiuti Zero” comporta anche vantaggi economici collettivi ed individuali, che illustreremo a seguire.

 

Occorre dunque, in prima istanza:

  • Iniziare a collaborare con altri enti che hanno messo in atto la strategia “Rifiuti Zero”, istituendo un osservatorio locale del sistema stesso, coinvolgendo le scuole locali.
  • Coinvolgere la cittadinanza in processi partecipativi diffusi per meglio spiegare le modalità di approccio al problema rifiuti e raccogliere i suggerimenti e le valutazioni dei cittadini. Solo così si potrà raggiungere una modalità idonea per poter applicare al meglio la nuova normativa.

Secondo Sarzana in movimento occorre modificare l’esistente sistema adottando una strategia flessibile di intervento che tenga conto delle reali necessità dei cittadini, delle attività commerciali, artigianali ed industriali e della conformazione del territorio.

  • Il porta a porta deve essere spinto al massimo nei confronti dei cittadini (per le attività commerciali vedere a parte), con controlli e verifiche sulla raccolta differenziata che possano essere punitive, con multe, o premianti, con “tariffa puntuale” (meno produci, meno paghi) e con ulteriori benefici per l’utilizzo dell’isola ecologica di Silea.
  • Laddove confermato il porta a porta gli orari di posizionamento per i cittadini e di raccolta per il gestore devono essere più stringenti e passibili di sanzioni per entrambi (nel caso dei cittadini, dopo un periodo di test ed avvisi per appurare che tutti, tramite l’informazione capillare che intendiamo attuare, abbiano ben compreso).
  • La raccolta differenziata per le attività commerciali va migliorata, promuovendo un approccio dedicato alle varie tipologie di attività. Occorre mettere in atto centri di raccolta specifici in punti strategici della città. Ogni punto sarà oggetto di visita da parte di addetti dell’Ufficio Ambiente per valutare la soluzione migliore affinché si adotti la miglior soluzione anche dal punto di vista del decoro.
  • Si deve creare un centro comunale per il riuso e il baratto di oggetti di seconda mano, con mercatini a rotazione nei quartieri.
  • Occorre pubblicizzare capillarmente e rafforzare anche l’uso dell’isola ecologica di Silea (es. video per mostrare al pubblico la facilità di conferimento), potenziando e razionalizzando al meglio la fruizione del sito e incentivandone la frequentazione. Orari di apertura ampliati, miglioramento della fruibilità interna con entrata ed uscita separate, miglioramento delle indicazioni, sia in loco per i cassoni di raccolta dei rifiuti, sia per il raggiungimento del sito stesso.

L’isola ecologica dovrà essere in grado di accogliere tutte le tipologie di rifiuto che il cittadino vuole depositare (compreso frazione organica e frazione indifferenziata). Valuteremo se sia possibile promuovere la costruzione di un centro per il riuso nell’area di Silea per poter ottimizzare il riutilizzo sia dei materiali e dei componenti elettrici/elettronici sia altri manufatti (vestiario, mobili o quant’altro) lasciati dai cittadini.

 

Il vantaggio economico che si otterrà dalla gestione oculata delle materie prime secondarie derivanti dagli scarti urbani è duplice: Sarzana entrerà finalmente fra i comuni virtuosi che ogni anno ricevono premi dalla Comunità Europea attraverso la Regione; inoltre si potrà finalmente arrivare alla tariffazione puntuale, riducendo la tassazione degli utenti secondo il principio del “meno rifiuti produci, meno paghi”.

Sarà nostra cura valutare anche la possibilità di rendere il comune parte primaria del processo di vendita delle “preziose” materie, senza intermediari.

 

A Sarzana la rete della grande distribuzione è imponente.

Sarzana in movimento vuole proporre ad essa

  • l’adozione di macchinari (eco-compattatori) tali da permettere la raccolta di contenitori di imballaggi (es. plastica e cartone) e del servizio di recupero del vetro con “vuoto a rendere” con un sistema premiante per il cittadino;
  • di aderire, e sensibilizzare i marchi che rappresentano affinchè a loro volta agiscano sui fornitori, alla campagna di riduzione degli imballaggi;
  • una particolare attenzione contro lo spreco: lo scarto del cibo in scadenza deve assolutamente essere recuperato ed usato per fini sociali e solidali.

 

A Sarzana, soprattutto d’estate, si assiste al grande fenomeno delle sagre o di molte manifestazioni pubbliche.

Eventuali contributi o permessi per il loro svolgimento saranno erogati soltanto dietro garanzia di una reale raccolta differenziata, con sanzioni per chi non si atterrà effettivamente all’impegno.

Inoltre, sarà reso obbligatorio l’utilizzo di stoviglie in materiale compostabile.  In tal senso ci si adopererà finalmente a richiedere i contributi “Ecofeste” che, se ottenuti, saranno erogati a sgravio delle spese per gli organizzatori delle sagre.

 

Il verde fortunatamente a Sarzana è ancora ben presente, soprattutto in ambito privato.

Sarzana in movimento intende reintrodurre la pratica del compostaggio con sgravi economici per chi lo pone in essere. E’ noto infatti che separare la frazione organica dagli altri materiali rende questi ultimi riciclabili con minor costo. Inoltre, nel caso di sfalci provenienti da giardini privati:

  • si obbligherà il sito di Silea a ritirarli dai privati che li portino direttamente in loco;
  • si valuterà con il gestore la modalità di ritiro a domicilio (se in corrispondenza con la deposizione dell’organico o con ritiro dedicato a parte).

 

Va combattuta fortemente la prassi, ancora presente nel nostro comprensorio, di lasciare rifiuti di ogni tipo lungo le strade che conducono al Parco del fiume, dei Bozi, a Tavolara e in altre località del Comune che possiedono una valenza ambientale particolare, ma anche semplicemente lungo strade o viottoli scarsamente frequentati. Nel potenziamento che proponiamo della Polizia Urbana (vedi Trasparenza, Partecipazione & Amministrazione e Sicurezza & Decoro) sarà prevista l’attività di accertamento dell’identità dei trasgressori, a cui verranno comminate pesanti sanzioni anche attraverso l’utilizzo di “fototrappole” mobili.

 

Infine, non meno importante dei punti precedenti, occorre che il cittadino conosca il percorso dei rifiuti e sia in grado di sapere come la tariffa viene costruita. Ci adopereremo pertanto a inserire sul sito comunale e a pubblicizzare i dati della raccolta, del riciclo, del riuso, dello smaltimento sia nei numeri che nel percorso, palesando quali siano le aziende coinvolte.

Il tutto secondo un percorso trasparente, che consenta ai cittadini di trovare tutti i dati quantitativi e finanziari, che contribuiscono alla definizione del piano finanziario TARI, da cui la tariffa e ed il calcolo delle cartelle tributarie, sul sito istituzionale.

A tal proposito, uno dei primi passi sarà indagare e rendere noto il perché la TARI a Sarzana sia, a parità di parametri, più elevata ad esempio di quella di La Spezia.

Sarzana in movimento organizzerà incontri su questo tema così importante in tutte le sue implicazioni.

PREMESSA

Nei precedenti capitoli abbiamo sottolineato la necessità di coinvolgere, sempre e comunque, il cittadino, i quartieri, le consulte, le associazioni nel tentativo di risolvere i problemi di carattere ambientale che affliggono Sarzana.

Siamo convinti che la partecipazione, la trasparenza, la condivisione siano necessarie per un corretto governo della città.

Siamo tuttavia consapevoli di come molti dei problemi trattati (specialmente quelli di carattere ecologico) risultino ostici e difficili da valutare. Ecco perché reputiamo importante aumentare le conoscenze dei cittadini di Sarzana, (compreso noi, naturalmente) sui temi ambientali.

 

Proponiamo dunque:

  • l’attivazione di incontri tematici con scopi divulgativi-informativi (acqua, energia pulita, rifiuti, biodiversità, manutenzione ecc.). Tali incontri si potranno avvalere di tecnici o relatori esterni e daranno alla cittadinanza la possibilità di interagire, anche in maniera propositiva, con l’attività amministrativa e le Associazioni di rappresentanza dei cittadini;
  • il coinvolgimento delle scuole nell’organizzare incontri e manifestazioni su temi vari (risparmio, riuso, riciclo) e la partecipazione degli allievi a progetti sul verde pubblico, sulla biodiversità, sulla salvaguardia di specie;
  • l’organizzazione di giornate e manifestazione di “scoperta e valorizzazione territoriale” e delle sue peculiarità ambientali ed ecologiche che coinvolgano le scuole, i cittadini e le associazioni;
  • la promozione di Giornate Ecologiche in collaborazione con i Quartieri e le attività commerciali del territorio, con la chiusura di alcune strade al traffico.

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