• L'unica lista davvero civica fatta da cittadini per Sarzana

Lavoro e Sviluppo

PREMESSA
Dopo un lungo periodo di decadenza dobbiamo riprendere la via dello sviluppo civile, economico e culturale. Il lavoro si divide in una parte di qualità elevata e una crescente area di impiego precario e dequalificato. Serve un rilancio e il Comune chiamerà le parti sociali a progettarlo e realizzarlo.
Lo sviluppo economico è responsabilità e vanto delle imprese, dei lavoratori, dei professionisti.
L’azione del Comune sarà orientata a creare le condizioni più favorevoli cercando di abbattere o ridurre gli ostacoli, a cominciare da quelli materiali ed economici.

Sarzana in movimento crede fermamente che per superare la situazione di stallo diventi prioritario definire obiettivi strategici capaci di svilupparsi oltre la durata del mandato elettorale e di andare oltre i confini della nostra città per coinvolgere l’intera vallata. Per far ciò serve un’Amministrazione che sia capace di:

  • progettare
  • decidere
  • partecipare
  • ricercare risorse e sinergie
  • accogliere e convogliare
  • aiutare chi lavora e chi fa impresa
  • essere trasparente, equa, aperta, efficiente, puntuale
  • formare il proprio personale
  • promuovere cultura e innovazione

 

Strumento attuatore di queste operazioni dovrà essere l’Ufficio dello sviluppo, le cui funzioni saranno:

  • acquisire in prima istanza una conoscenza approfondita del tessuto di imprese del nostro comprensorio
  • compilare l’anagrafe completa delle attività produttive
  • attivare uno Sportello unico
  • fare della puntualità nei pagamenti dei propri fornitori un impegno inderogabile
  • porre particolare attenzione a tutte le iniziative regionali ed europee, a tutti i progetti su lavoro e sviluppo, che hanno come scopo il rilascio di fondi ad hoc
  • coinvolgere i comuni limitrofi in iniziative di largo respiro per ampliare l’appetibilità dell’offerta (vedere Turismo e Itinerari)
  • verificare la compatibilità fra richiesta ed offerta di attività commerciali, ovvero evidenziare i settori potenzialmente favorevoli

 

A collaborare con l’Ufficio sviluppo nell’opera di raccogliere idee per trasformarle in azioni concrete sarà la Consulta dello Sviluppo, organo a cui saranno chiamate a partecipare tra tutte le forze produttive (imprenditori, artigiani, commercianti) nelle modalità che esse stesse sceglieranno: singolarmente, o tramite rappresentanti regolarmente eletti con modalità decise insieme, o tramite le associazioni di categoria. Non ci saranno corsie preferenziali ma equità.

Ufficio dello Sviluppo, Consulta, Assessorato agiranno in sintonia e complementarietà d’azione. Tale struttura rappresenterà il luogo dedicato dove mettere a sistema i diversi operatori per uno sviluppo coerente dell’economia cittadina.

Per quanto riguarda lo Sportello Unico, verrà attivato con i seguenti compiti:

  • garantire una pubblica amministrazione più efficiente tramite procedure informatizzate, procedimenti burocratici semplificati
  • divulgare le notizie relative all’erogazione di finanziamenti regionali, ministeriali o europei e indirizzare il percorso dei richiedenti
  • favorire l’incontro tra imprenditori individuali o comunque di piccole dimensioni con il mondo bancario e gli investitori istituzionali, fornendo la necessaria consulenza e assistenza e coordinando gli interventi in relazione alle specifiche esigenze dei richiedenti
  • valutare forme di intervento diretto del Comune, mediante il co-investimento con altri investitori istituzionali (fondazioni) in fondi di investimento dedicati il cui scopo sia quello di destinare capitale ad iniziative nel micro-credito sul territorio cittadino. In particolare, il micro-credito può essere lo strumento a sostegno della piccola impresa individuale. Mediante l’utilizzo del microcredito sono possibili politiche di sostegno e di avvio della piccola impresa individuale, con importanti ricadute in termini di accompagnamento all’imprenditorialità e d’inclusione sociale dei destinatari.
  • favorire l’imprenditoria giovanile: verranno organizzati incontri finalizzati all’orientamento per giovani imprenditori, ai quali offrire informazioni su leggi a favore di nuove iniziative imprenditoriali, sulle possibili strutturazioni societarie e fiscali della propria attività, sulla preparazione delle pratiche necessarie, sulle tipologie di finanziamento, sulle modalità di accesso al credito, sulla preparazione di un business plan, con una collaborazione con le Università limitrofe (da Genova a La Spezia fino a Pisa e Parma).
  • Nell’ambito di questa attività, è pensabile di organizzare il coinvolgimento, sotto forma di volontariato, di risorse umane qualificate in quiescenza (ex dirigenti d’azienda, insegnanti in pensione).

A queste proposte “convenzionali” ci piace affiancarne una a sostegno della creatività: l’Officina Emporio municipale. Pensiamo alla figura imprenditoriale dell’artigiano/artista/creativo caratterizzata dall’orientamento a un “fare” tecnologico e creativo. Officina Emporio è uno “spazio”, un luogo di lavoro dotato di specifiche attrezzature, non tanto centro servizi, quanto in grado di favorire nuove idee attraverso il confronto tra imprenditori/creativi e lo sviluppo del business attraverso l’individuazione di clienti, investitori e sponsor. Il “pubblico” fornisce l’immobile, rende disponibili relazioni con il mondo della formazione e favorisce il contatto con il mondo delle imprese. Le “imprese” finanziano progetti e affidano agli imprenditori produzioni limitate o ad hoc. I “privati” frequentano lo “spazio” per comprare i lavori degli utenti o per commesse ad hoc.

PREMESSA

Il commercio sarzanese vive uno sviluppo a due velocità: in questi cinque anni abbiamo assistito alla crescita esponenziale delle medie superfici sul sistema delle varianti, Cisa e Aurelia, da un lato e la difficoltà del piccolo commercio nel centro.

Quel piccolo commercio che ha contribuito negli anni a costruire l’immagine di una città accogliente, ospitale, moderna capace di attrarre pubblico selezionato e che oggi si trova a vivere la sofferenza di un centro cittadino che ha perso tribunale, uffici, ospedale, che non ha un sistema riconosciuto chiaro di parcheggi, che non ha promosso un sistema di collegamento varianti-centro, che non ha sviluppato occasioni continuative di visita alla città affidandosi viceversa a manifestazioni estemporanee e a mode effimere come lo street food.

Non c’è futuro senza passato, una semplice lezione che gli attuali amministratori si sono dimenticati. Sarzana è diventata un punto di riferimento al di fuori dei confini provinciali quando ha recuperato e riqualificato il centro storico, quando ha investito su eventi identitari come La soffitta nella strada e la Mostra Nazionale Antiquariato, quando ha integrato l’offerta dei centri commerciali con l’offerta del centro storico. Bisogna ripartire da qui, da una storia che vede Sarzana riconosciuta per la prima volta nel diploma di Ottone I nel 963 (più di 1000 anni fa) e che ha fondato la sua economia sull’essere un luogo di confine, inevitabile passaggio di gente e merci ottenendo la possibilità di fare un libero mercato.

 

Che cosa proponiamo?

  • Innanzitutto basta con nuove aperture sulle varianti.
  • Al contrario coinvolgiamo gli operatori delle medie superfici in un progetto di riqualificazione delle periferie e di contemporanea promozione del centro storico che deve essere segnalato e facilmente raggiungibile da Variante Cisa e Variante Aurelia anche con servizi navetta.
  • Riqualifichiamo i parcheggi esistenti, segnalandoli opportunamente e lavoriamo per progettare un parcheggio nella zona dell’ex scalo merci ferroviario da collegare con percorsi pedonali e ciclabili al centro.
  • Qualifichiamo il centro storico che deve diventare un vero salotto in omaggio alla storia straordinaria della città, un centro storico che mette in mostra le sue bellezze con un nuovo sistema di illuminazione a valorizzare palazzi e monumenti storici e con percorsi studiati per promuovere la città tutta.
  • Un centro sempre più pedonalizzato dove è piacevole camminare, un centro dove invitare le persone a scoprire prodotti tipici, prodotti artigianali, prodotti unici attraverso percorsi studiati ad hoc e incentivi per chi vuole aprire attività artigianali. Per favorire la valorizzazione del centro, a tutti i commercianti verrà consentito di esporre la merce nella porzione di strada antistante il negozio secondo regole definite nel nuovo piano del decoro urbano e sotto il controllo di una commissione ad hoc.
  • Promuoviamo Sarzana come la città dei mercati partendo dalla riqualificazione e rilancio del mercato settimanale per arrivare a definire mercati e mercatini mensili nuova occasione di visita alla città incentivando operatori locali e sfruttando l’identità del territorio.  In particolar modo andrà sempre più valorizzato il mercato slow food anche attraverso la costruzione di una struttura stabile coperta che ne consenta lo svolgimento anche in caso di pioggia e condizioni atmosferiche poco favorevoli.
  • Superiamo la logica dell’evento a tutti i costi per sposare la strategia della promozione della città attraverso la costruzione del brand Sarzana un mix di storia, cultura, commercio e iniziative continuative. Pensiamo di mantenere e valorizzare eventi sedimentati e consolidati cancellando quegli eventi estemporanei creati surrettiziamente soprattutto negli ultimi anni. Chi verrà a Sarzana ci dovrà venire perché è la città della lirica tutto l’anno, perché è la “città della mente” ogni mese.
  • Facciamo nascere lo sportello unico del commercio cui rivolgersi per tutte le pratiche legate all’apertura, riqualificazione di una attività commerciale senza dover “peregrinare” tra diversi uffici in modo da snellire le pratiche e incentivare l’apertura di negozi a Sarzana
  • Riprendiamo in mano il Piano di Marketing del Commercio, per rielaborare un Piano del Commercio moderno e calzato sulla città

“Un mercato legale, regolato, dove viene premiata la qualità̀”.

Proponiamo un grande obiettivo di risanamento dell’economia, che riguarda tanto la produzione quanto i servizi e gli appalti – dove la ricerca dell’economicità̀ non deve risolversi in una cieca rincorsa al ribasso dei costi ma porre attenzione alla qualità̀ dei servizi prestati e dei prodotti offerti.

Il Comune, operatore economico e datore di lavoro, sarà̀ coerente con il cambiamento auspicato:
– l’assegnazione di contratti di fornitura, di appalti di costruzione, di prestazioni tecniche e professionali sarà̀ effettuata con rigorosa priorità̀ per l’interesse del Comune; un comportamento esemplare sarà̀ imposto dal Comune alle società̀ controllate e partecipate: gli operatori economici devono sapere che l’unico modo per ottenere incarichi e commesse è lavorare bene, offrendo alta qualità̀, rispettando la sicurezza e i diritti dei lavoratori e contenendo i costi; intendiamo introdurre  un criterio di selezione delle imprese (dove necessario) in cui si rovescia il concetto dell’assegnazione dell’appalto al minimo ribasso: oggi l’appalto è assegnato a chi offre più̀ garanzie in materia di sicurezza. Nei cantieri ci sia perciò̀ tolleranza zero per il lavoro nero e a rischio e investimento mille sul lavoro sicuro e certo;

– migliorando la qualificazione degli uffici pubblici addetti agli affidamenti si potrà̀ conciliare il rispetto delle procedure competitive aperte ed eque con la velocità e la tutela della qualità̀, escludendo procedure di emergenza, spesso opache ed arbitrarie. Saranno preferite le aziende che investono nella qualificazione dei dipendenti, escludendo ogni discriminazione;

legalità̀: andranno escluse dagli appalti le imprese che non garantiscono l’osservanza delle norme di sicurezza, ambientali e sulla regolarità̀ delle condizioni di lavoro;

– saranno promossi processi di autorganizzazione dei lavoratori (autentiche cooperative di lavoro, anche professionale ed intellettuale) che contribuiscano a valorizzare le persone in possesso di professionalità̀ talvolta non adeguatamente riconosciute;

– la progressione delle carriere nell’amministrazione comunale ed il riassorbimento del precariato in forme di impiego più̀ stabile saranno informati al principio della valutazione delle prestazioni, in modo che l’impegno e la professionalità̀ siano riconosciute e incentivate.

Il Comune adotterà̀ analoga coerenza in quanto proprietario di immobili e di imprese:
– la manutenzione degli edifici comunali, a cominciare dalle scuole, sarà̀ orientata all’ottimizzazione ambientale e all’impiego delle energie rinnovabili.

– Gestione degli interventi. La necessità di dare risposte più̀ solide e coordinate alla condizione dei lavoratori, dei cittadini e delle famiglie di fronte alla crisi perdurante chiede la formazione di un unico assessorato che raccolga le funzioni attualmente sparse in materia di lavoro (mercato del lavoro, gestione delle crisi, formazione, sviluppo di settori come artigianato, welfare, commercio, turismo).

– Migliore incontro tra domanda e offerta. Accanto alla disoccupazione e sottoccupazione diffuse ci sono settori di attività̀ economica che offrono opportunità̀ di impiego. Il Comune può̀ operare per un potenziamento e miglioramento dei servizi di informazione, intermediazione, formazione mirata, pur se con poteri limitati, e agirà̀ in collaborazione con Provincia e Regione.

– Rafforzamento dell’istruzione tecnica e della formazione professionale. Il Comune agirà̀ per migliorare la formazione dei suoi dipendenti e per fornire alla città occasioni e strumenti. Utilizzerà̀ allo scopo il patrimonio delle scuole tecniche e professionali che da esso dipendono, anche per rivitalizzare mestieri di qualità̀ che rischiano di essere abbandonati. Verranno adottate serie procedure di controllo sull’efficacia e l’efficienza delle azioni formative svolte dai soggetti privati del settore.

– Misure a sostegno dell’occupazione dei giovani e delle donne. Il Comune prenderà̀ iniziative per favorire l’inserimento di giovani nel mercato del lavoro, cominciando dalla riorganizzazione dei propri uffici con inserimento di giovani anche con iniziative di formazione – lavoro ed il graduale consolidamento del rapporto contrattuale, e per eliminare le discriminazioni di genere e il superamento degli ostacoli per i disabili; curerà̀ l’inserimento dei giovani immigrati sia nella scuola che nel lavoro, e la tutela delle donne immigrate addette alla cura di anziani.

“Uscire dalla precarietà̀ offrendo alla città le proprie competenze” 

– Individuare nuove prospettive e orientare l’attenzione verso le aree professionali e di lavoro autonomo innovative e non legate agli Ordini professionali; l’Amministrazione Comunale istituirà̀ una Consulta delle professioni e del lavoro autonomo

– il Comune metterà̀ a disposizione locazioni calmierate e spazi di co-working, luoghi fisici con orari flessibili, compatibili con le più̀ svariate attività̀ e dotati di strumenti di lavoro destinati a chi non ha sufficienti risorse per iniziare un’attività̀ o per chi è stato espulso dal mondo del lavoro e creare sinergie professionali e imprenditoriali stabili;

– il Comune promuoverà̀ una collaborazione con Università̀, Camera di Commercio e Associazioni di categoria per offrire una rete di servizi di accompagnamento all’avvio di progetti professionali e imprenditoriali, di aiuto a trasformare un’idea in un progetto di concreta realizzazione attraverso il sostegno nella fase di progettazione, la valutazione dei costi, eventualmente la prestazione di garanzie nei confronti degli Istituti di credito per anticipare una parte dei costi di inizio attività̀;

– Sarzana è polo di attrazione turistica. In questa direzione sarà̀ curata l’istituzione di una rete di servizi per chi visita Sarzana: punti di informazione sparsi, servizi di accoglienza, servizi di assistenza per chi arriva, anche per attività̀ di business.

– Deve essere stimolato l’apporto dei giovani professionisti e artisti. Occorre uscire dalla prassi degli incarichi direttamente attribuiti e lanciare bandi per idee e progetti che prevedano un rilancio finanziato per il progetto esecutivo; inoltre rimborsi spese a progetti meritevoli anche se non vincitori, in modo da allargare la partecipazione.

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