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Questo articolo sulle scuole NON è contro la Ponzanelli

Titolo doveroso, perché dopo aver affrontato per anni le truppe cammellate del PD, ci è capitato di assistere al formarsi di tifoserie da stadio che non sono utili a nessuno…

Ma entriamo nel merito.

In caso di scosse definite “forti” – dal 4° al 6° grado della scala Richter  la norma prevede che solo le scuole aventi un determinato Indice calcolato sulla base di perizie di Vulnerabilità Sismica possano definirsi “in sicurezza”.
Fino a poco tempo fa tale Indice era pari a 1.

Paradossalmente – e ciò dà il senso della situazione dell’edilizia scolastica italiana – l’indice è stato portato allo 0.8 per, ancor più paradossalmente, “tollerare” di scendere allo 0,6 nel caso in cui l’Ente proprietario programmi interventi correttivi.

E’ evidente che tanto più è basso l’indice calcolato dalle perizie, tanto più sarebbe alto il rischio di crollo o danni ingenti in caso di sisma di una certa entità.

Assume quindi estrema importanza la precisione con cui la perizia viene condotta, e quindi il volume e la puntualità dei dati su cui essa si basa. E questo, oggi come oggi, non è un concetto di poco conto, giacché ci pare di poter dire che in tema di perizie in possesso del Comune non possiamo, a nostro parere, essere certi delle loro effettive attendibilità.

Scoperta terribile: la perizia di Aprile 2016

Il nostro gruppo, che da qualche anno studiava, con interrogazioni ed accessi agli atti del capogruppo Valter Chiappini,  la situazione delle nostre scuole, rimase attonito quando, preparando il programma per le elezioni comunali, scoprì a fine 2017 la perizia sul plesso scolastico Poggi – Carducci, che, datata Aprile 2016, sembrava essere stata dimenticata in un cassetto.
Eppure…
…indicava un livello di resistenza sismica di pari a   del minimo previsto dalla norma di legge di allora!!!

La divulgazione

Visto l’esito, francamente incredibilmente terribile della perizia,
ci facemmo carico di informare della cosa l’opinione pubblica e di chiedere una audizione urgente in Consiglio comunale della Giunta e dei tecnici competenti (“Vogliamo sapere, vogliamo capire, dal tecnico che ha stilato la perizia e dagli Enti che sono competenti a giudicare la perizia stessa, quanto sia garantita questa struttura”. Dalla videointervista di Gazzetta della Spezia https://www.youtube.com/watch?v=8BQOgUwWUeM ).

L’approfondimento

L’audizione fu  concessa solo dopo tre mesi, cosa che, pur se colpevolmente scorretta, permise al gruppo di approfondire le informazioni e far studiare la perizia da consulenti esperti del campo.

Ebbene l’approfondimento consentì di capire che la perizia dell’ Aprile 2016 era stata redatta con il più basso “Livello di Conoscenza”, LC1, consentito dalle linee guida (livello 1 su una scala di 3: LC1, LC2, LC3).

Ciò significa, “in soldoni”, che erano stati utilizzati il minimo indispensabile di dati, e di conseguenza  applicati dati e coefficienti di calcolo “prudenziali”.
Risultato? Un’Indice di Resistenza più basso rispetto ai risultati eventualmente ottenibili coi Livelli di Conoscenza più alti
. Cosa poi confermata in audizione dallo stesso estensore della Perizia, Ing. Pucci, in risposta alle nostre precise domande preparate dai nostri consulenti.

Premessa  per la comprensione della seguente sezione è l’articolo “Risultati degli accessi agli atti e informazioni su perizie e interventi sul Plesso Poggi-Carducci” (qui)

L’audizione

(estratto del Consiglio comunale del 21 Febbraio scorso, “Audizione sicurezza Poggi/Carducci”, regolarmente registrato):
Domanda: “Perché ha utilizzato il livello di conoscenza LC1 che è il più basso dei tre livelli utilizzabili – LC1, LC2 e LC3 -. Quello che comporta i parametri peggiori per il calcolo del coefficiente finale”?
Nella risposta: “…aumentando il Livello di Conoscenza non si può andare che verso una soluzione più favorevole.”
Quindi: è stato volutamente applicato il LC1. Con un Livello di Conoscenza superiore applicato in perizia si sarebbe ottenuto un risultato migliore con Indice di Resistenza (e Tempo di Ritorno) più elevato.

Domanda: “Perché nella perizia mancano le analisi relative all’acciaio dell’armatura”?
Nella risposta: “Si: è vero che mancano le analisi dell’armatura… …l’intento era sempre quello di mantenere il Livello di Conoscenza LC1“.
Quindi: si conferma che sono state volutamente omesse le indagini sull’armatura per mantenere il Livello di Conoscenza basso. Applicando le analisi dell’armatura si sarebbe avuta una migliore conoscenza ed ottenuto anche un risultato migliore.
Le indagini sulla qualità del calcestruzzo erano state eseguite nel 2010/2011 dall’Università di Pisa nel contesto dell’incarico affidato allo stesso Ingegner Pucci, ma non fu commissionata l’analisi dell’armatura in acciaio.

Domanda: “Perché la perizia non è stata supportata da indagini di ‘push over'”?
Nella risposta: “Perchè la norma non mi consente di utilizzare tale indagine se non applico almeno un Livello di Conoscenza LC2
Quindi: si conferma che sono state volutamente omesse le indagini di “push over” (leggi qui) per mantenere il Livello di Conoscenza basso. E’ stato volutamente applicato il LC1, mentre con una indagine di “push over” si sarebbe ottenuto un risultato migliore.

Domanda: “Perché non sono stati considerati nella perizia gli ultimi lavori di consolidamento eseguiti pochi anni fa”?
Nella risposta: “…possono non essere visibili ad una prima lettura, ma, in realtà, sono stati utilizzati“.
Domanda: “Perché a quel tempo non si è eseguito un intervento su tutto il plesso, ma solo su alcune porzioni, come sembra di capire da questa nuova e successiva perizia?”
Nella risposta: “…sono state fatte, quelle opere, per cercare di rendere meno vulnerabile il complesso… …quindi andando a rendere ‘scatolare’ una struttura che, di fatto, era ‘pontiforme’… …quindi è stato fatto questo intervento per irrobustire quello che era il piano debole del fabbricato”.
Quindi: se nella perizia “terribile” non vi è cenno a tali precedenti lavori di “irrobustimento”, con relativi progetto e calcoli; come hanno potuto essi concorrere alla definizione finale dell’Indice di Resistenza?  Pare ovvio dedurre che se i lavori per irrobustire la struttura fossero stati considerati il risultato sarebbe stato migliore.

Domanda: “Corrisponde al vero, come ci dicono i nostri consulenti, che più è corto il “Tempo di Ritorno” (TR), e qui siamo al minimo quasi assoluto con un valore di 1,8 anni, e più è pressante la necessità di chiudere la struttura o declassarla?
Risposta:Questo è ovvio“.
Quindi: dando credito agli esiti della perizia circa il Tempo di Ritorno (qui), le scuole dovevano essere immediatamente chiuse.

Il nostro parere, a febbraio 2018

Come abbiamo ben spiegato e chiesto con specifica mozione durante l’audizione in Consiglio comunale, prendendo per buoni gli esiti della perizia, avrebbe dovuto quindi essere attivato “un prudenziale ed urgente trasferimento degli utenti e del personale del plesso scolastico Poggi – Carducci tenendo debitamente conto anche delle esigenze didattiche degli alunni e dei genitori ed insegnanti”, benché non obbligatorio per legge. Questo avrebbe dovuto fare il Sindaco Cavarra già al momento in cui ha ricevuto la perizia nel Giugno 2016.
La nostra mozione fu bocciata (della serie: approvo e prendo per buona una terrificante “perizia prudenziale”, ma non metto in pratica le logiche misure conseguenti). 

In alternativa, in base alle ammissioni del perito in sede di audizione (perizia non attendibile?), Cavarra avrebbe dovuto commissionare una nuova perizia con un livello di conoscenza più elevato (ci sarebbero tutte le possibilità di applicare un VERO LC3) e capire VERAMENTE quale sia la situazione delle Poggi/Carducci, il reale Indice di Resistenza e l’attendibile, probabilisticamente parlando, Tempo di Ritorno.

In quel Consiglio comunale, la maggioranza bocciò pure l’altra nostra mozione con la logica richiesta del nostro gruppo di commissionare ad un gruppo di esperti (e non solo ad un singolo perito) una nuova perizia che utilizzasse il livello di conoscenza LC3.

La seconda perizia (luglio 2017): una copia con poche novità?

Poco dopo apprendemmo che la Giunta aveva cambiato idea e aveva affidato a nuovi professionisti il compito di stendere, dopo la serie dei  “lavori di alleggerimento” al terzo piano delle Poggi, una seconda perizia. Come atteso, il risultato finale, pervenuto a Luglio 2018 con in carica la nuova Sindaco Ponzanelli, fu deludente: venne spostato di poco l’IR portandolo a 0.13 per la Poggi (Tempo Ritorno 10 anni) e a 0.20 per la Poggi (TR 15 anni).

Allo stesso modo della perizia precedente, abbiamo analizzato coi nostri consulenti la nuova perizia sulle Poggi/Carducci stilata dalla Società GPA s.r.l. a firma dell’ ing. Spinelli. Da una prima valutazione abbiamo rilevato che:

viene dichiarato un livello di conoscenza pari a LC3  che non sembra confermato visto che gli elementi di conoscenza sembrano essere gli stessi, o poco più, presi dalla perizia precedente.
Viene proporzionato il tutto all’elemento più debole facendo così venir meno la verifica d’insieme di tutti gli elementi che contribuiscono al calcolo dell’ IR, come se questi fossero sconosciuti o si volesse identificare il valore dell’unico elemento più debole come media per tutta la struttura.

viene inoltre da dire: ma come? Applicando, come asserite,  i parametri del Livello di Conoscenza 3 ottenete solo una differenza migliorativa minima rispetto alla perizia in LC1? Non è che avete semplicemente adottato quelli precedenti, che qui applicati genererebbero un calcolo errato?
Ciò
 viene confermato da quanto riportato a pag. 23 della perizia dove si dice che “è stata fatta una campagna di analisi conoscitiva per indagare la natura geometrica e materica degli edifici in questione” ma anche, che “…tuttavia al momento della redazione del presente documento non risultano presenti i risultati ottenuti dalla pianificazione delle indagini, si fa quindi riferimento alla conoscenza visiva diretta degli elementi e alle informazioni reperibili dai documenti trasmessi dalla committenza”.

– allo stesso modo a pag. 27 ( e poi ancora a pag. 31)  della perizia si legge, a proposito dei materiali della Carducci, che si fa riferimento “per il calcestruzzo alle prove a compressione svolte sulle carote prelevate nel 2010 a cura del Dipartimento dell’Ingegneria Civile dell’ Università di Pisa confermate dall’ultima campagna di indagine del luglio 2018” i cui risultati, però, come riportato a pagina 23 “non risultano presenti al momento della redazione del documento”.

E’ lecito conseguentemente supporre che si dovrebbe avere a breve una ulteriore perizia, o una modifica della precedente, alla luce delle nuove risultanze analitiche “dell’ultima campagna di indagine del Luglio 2018” che perverranno.

– non pare corretto neppure il modo di calcolare i dati per singolo edificio (da pag. 27 in poi): per la Carducci ritroviamo regolarmente i  dati relativi alle carote di pilastri e di travi e i dati relativi alle barre d’acciaio; per la Poggi i soli dati relativi ai pilastri, ma non quelli delle travi, e i calcoli per la resistenza degli acciai partono dagli stessi valori usati per la Carducci.

Approccio di calcolo errato? A meno che non venga fornita un’ufficiale giustificazione plausibile circa questa differenza di dati e commistione delle analisi di partenza, che dovrebbero invece riferirsi ai singoli edifici separati e a se stanti, parrebbe di si.

Arriva Ponzanelli, la Cri

La Sindaco Ponzanelli ha poco tempo davanti (glielo concediamo), ma decide di impiegarlo con atteggiamento del tutto simile al decisionista predecessore, non  accogliendo i segnali inviati (“Leggete le perizie! Leggete i verbali dei consigli comunali! Attivate la partecipazione di chi da anni si occupa del tema e di tutti i cittadini!) e prendendo per incontrovertibili i risultati di due perizie consecutive, e praticamente simili, che inducono a dubbi già nella loro stesura e, sicuramente, nel risultato. Con mosse repentine, tramuta l‘emergenza che trasuda dalle carte in azione, così:

– trasferimento provvisorio delle classi elementari della Poggi in parte alla Carducci (IR o.20 e TR 15 anni), in parte all’Istituto Superiore Arzelà/Parentucelli di proprietà della Provincia (IR 0.24 – non conosciamo il TR) e in parte alla ex scuola di Crociata (indubbiamente più atta allo sfollamento della Poggi) di cui dichiara di avere ottenuto il certificato di staticità (in soli tre giorni su indagini, sembrerebbe dai sopralluoghi, solo visive!) e la perizia di Vulnerabilità Sismica con un indice di 0.45 (perizia effettuata in soli 10/15 giorni!): spese per perizia e lavori urgentissimi circa 40.000 €. Le diamo atto che, prese le decisioni, ha avuto la capacità di trasmetterle a  numerosi genitori che paiono volerla sostenere in questo concitato momento (vedremo dopo il suono della prima campanella…).

Basta voli pindarici, la soluzione c’è

Ora:  detto anche che, in caso di eventi sismici con crolli dovuti all’ipotetico mancato rispetto della norma di salvaguardia, le eventuali responsabilità sono in capo in primis a Sindaco e Dirigente scolastico e, se, dimostrate, ai soggetti che hanno avuto parte a perizia, progettazione, costruzione o lavori, non è da sottovalutare il fattore che anche tutti gli altri eventuali soggetti, direttamente o indirettamente coinvolti nella tutela della salute degli utenti e nella conservazione del bene pubblico, potrebbero essere “indagati” e successivamente incriminati e che, quindi, si inneschi il meccanismo che in medicina viene chiamato “medicina difensiva”. Ovvero “cerco di mettere in campo tutto ciò che possa preservarmi o cautelarmi da eventuali imputazioni in caso di evento avverso”.

E’ quindi lecito pensare sia possibile che, inconsciamente o menoun ingegnere cerchi di “tutelarsi” il più possibile per avere “meno responsabilità” o, addirittura, nessuna in caso di evento distruttivo, “scaricando” così sul proprietario la responsabilità di non avere adeguato le strutture periziate in base all’Indice di Rischio dichiarato e che gli amministratori siano consapevoli di questo gioco al ribasso a cui non possono opporsi (mica sono tecnici, loro. E… “carta canta”) e vanno a tentativi cercando la soluzione migliore

Beh, due fattori sembrerebbero avvalorare la suddetta tesi:
1) i nostri consulenti ci dicono che con gli indici dichiarati in perizia basterebbe un evento sismico di debole intensità per provocare danni visibili o crolli, ma che negli anni passati il nostro territorio ha avuto almeno 4 o 5 eventi sismici di tale portata senza che la Poggi Carducci (ma anche la XXI Luglio o le altre scuole del Comune), pur prima dei lavori di rinforzo già effettuati, mai abbia avuto danni evidenti,
2) la Sindaco Ponzanelli ha citato un parere avuto nell’incontro coi genitori degli alunni delle medie Carducci secondo il quale per provocare danni consistenti e crolli alle nostre scuole ci vorrebbero eventi sismici di magnitudo 6- 6,5 (sisma distruttivi),

è quindi assolutamente lecito, secondo noi, dubitare del reale valore delle perizie sulle Poggi/Carducci,  (e magari anche di altre scuole).

Ma allora, in definitiva, delle due l’una:

se si prendono per buone le perizie, e i loro risultati, si “devono mettere gli alunni TUTTI in sicurezza”, perché, come recitano alcune sentenze: “la carenza di fondi non giustifica il fatto che non si sia provveduto” e non vale assolutamente il concetto che”non possiamo – o non vogliamo – spendere soldi per soluzioni provvisorie come moduli prefabbricati affittati o acquistati” per mettere in sicurezza i bimbi.
Concetto questo che ha lasciato intendere un Consigliere di maggioranza nell’ultimo Consiglio comunale dell’ 11 scorso  dichiarando che ci sono 2,4 milioni di euro di “fondo strategico regionale” immediatamente disponibili  il cui utilizzo è stato invece sospeso in vista della futura la costruzione di una nuova scuola o per gli adeguamenti esistenti. Affermazione , quest’ultima, confermata anche dalla Sindaco Ponzanelli.

se, invece,  si valuta  che la frequenza probabilistica degli eventi sismici potenzialmente distruttivi per gli stabili non corrisponde agli esiti delle perizie e non ci obbliga a prendere provvedimenti urgentissimi di chiusura o trasferimento degli degli alunni (solo per dimostrare “di non essere come chi c’era prima”), ma ad adeguare le strutture nel minor tempo possibile alle norme di sicurezza, si va a definire velocissimamente quale sia la soluzione che in termini di costi/benefici sia la migliore per il bilancio comunale, per i cittadini , per le famiglie degli alunni e per gli alunni stessi. Tanto più che, a sentire le promesse, la regione Liguria garantisce il totale supporto affinché ciò si verifichi comunque e in breve tempo.

La Sindaco Ponzanelli ben dovrebbe anche sapere che abbiamo pensieri coincidenti quando afferma che è necessario rivedere la situazione dell’esistente, compresa la “XXI Luglio” per valutare quale sia la soluzione migliore (anche “perché non vuole due ruderi abbandonati in città” come giustamente ha dichiarato nella riunione coi genitori). Peraltro la “XXI Luglio” conta, così com’è, 36 grandi aule (se fosse stata adeguata a suo tempo oggi avremmo ben altre possibilità, ma certi decisioni delle precedenti amministrazioni sono stati obbiettivamente un disastro che incombe).

Per ultimo vorremmo consigliare alla nuova Amministrazione di dotarsi, in organico, di una figura competente e legalmente abilitata in merito a immobili pubblici complessi giacché attualmente, e la prova è il continuo ricorso a consulenti e incarichi esterni per perizie, progetti e direzione lavori, con costi per la comunità non indifferenti, il Dirigente del settore Urbanistica risulta essere in possesso del titolo di Architetto, non equiparabile a quello di Ingegnere “Senior” (Laurea quinquennale, requisito previsto per legge per la competenza per l’esercizio di progettazione, direzione lavori, stima e/o collaudo su immobili pubblici complessi) ed i suo subalterno Ingegnere responsabile del settore “lavori pubblici” è in possesso della sola laurea breve triennale di Ingegnere “Junior”, le cui attribuzioni sembrerebbero limitarsi al massimo a progettazione, direzione lavori, vigilanza, contabilità e liquidazione relative a costruzioni civili semplici con l’uso di metodologie standardizzate, pur cozzando contro sentenze del Consiglio di Stato che, invece, si spingono a limitarne la competenza propria solo in materia di edilizia privata.

 

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