• L'unica lista davvero civica fatta da cittadini per Sarzana
Partecipazione Trasparenza & Amministrazione, Archivio

Rendiconto di bilancio 2016

Quando discutemmo a fine Maggio dell’anno scorso la previsione di bilancio 2016 evidenziammo come la Legge di Stabilità 2016 avesse previsto varie misure di riduzione del carico fiscale per famiglie ed imprese, tra cui: – l’abolizione della TASI sull’abitazione principale non di lusso, sia per il possessore che per il detentore; – l’esenzione dall’IMU per i terreni agricoli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali (IAP); – la riduzione del 25% di IMU e TASI per le unità immobiliari locate a canone concordato; – la riduzione del 50% della base imponibile IMU e TASI per gli immobili concessi in comodato d’uso a genitori o figli, a determinate condizioni; – la possibilità per le imprese di chiedere la revisione della rendita catastale per scomputare da questa il valore dei cosiddetti imbullonati (macchinari, ecc.); – la conferma del blocco delle aliquote.
A fronte delle disposizioni agevolative elencate, era stata prevista in finanziaria una compensazione tramite un incremento del fondo di solidarietà comunale da parte dello stato.
Evidenziammo allora come non ci fidavamo delle promesse del governo centrale temendo che la compensazione non coprisse i mancati introiti propri dell’ Amministrazione.
E infatti: quello che l’esperienza dei governi retti dalle vostre maggioranze ci aveva insegnato, ovvero che prima di cantare vittoria occorre verificare i saldi finali fra concessioni e penalizzazioni, si è nuovamente verificato, perché, come si evince nella tabella delle entrate, la nuova IUC ha ridotto le entrate tributarie dell’Amministrazione a 10.240.000 € con 2.190.000 € in meno a fronte di una compensazione, nel fondo di solidarietà comunale, di 1.415.000 €.
Cioè il Governo ha nuovamente fregato i cittadini, perché ha rimborsato, rispetto alla promessa, 775.000 € in meno che, ovviamente, sono andati a pesare sulle spalle dei cittadini sotto forma di tagli ai servizi o altre gabelle.
Oramai ci siamo abituati: quando qualcuno dei partiti che governano o amministrano si incensa per meriti e concessioni ai cittadini c’è sempre la fregatura dietro. Quindi confermiamo quello che dicemmo a Maggio dell’anno scorso: ha un bel dire il Sindaco nel vantarsi di avere ridotto la pressione tributaria locale: qualcuno risulta sì agevolato, ma nel complesso diventa una partita di giro in perdita per i cittadini difficilmente dimostrabile coi freddi numeri di un bilancio, ma ben percepita dalla stragrande maggioranza di essi.
E, comunque, questo leggero miglioramento della pressione fiscale è ben lungi dal recupero dell’aumento avvenuto negli ultimi anni.
Prova ne sia, e continuiamo a dirlo anno dopo anno, che l’aumento della TARI, avvenuto fra il 2013 e 2014 che noi dimostrammo essere del 75% di media, non si è affatto ridotto. Anzi!
Ma sulla TARI tornerò dopo, per ora mi limito a dire che quel famoso 15% di riduzione vantato dal Sindaco e dalla maggioranza nei due anni fra il 2014 e 2015, non risulta neppure tale e neppure per tutti e, comunque, non certo nel totale che ACAM ci richiede anno dopo anno.
Una riduzione frutto esclusivamente della lotta all’evasione.
Punto di forza del nostro Sindaco che avevamo persino elogiato, pur rimarcando che non è certo un merito, ma dovere di chi amministra, e pur sempre pesantissima pecca delle vostre precedenti amministrazioni per cui nessuno ha mai pagato.
E finisce che questa pecca non verrà neppure lavata dalla vostra amministrazione visto che dalla tabella delle entrate si evince che l’entità dell’evasione era riportata nel previsionale 2016 in 650.000 €, ma l’ Amministrazione ne ha recuperati solo 191.000.
Sarebbe molto bello poter sapere chi ha saldato il debito e chi no…
Ad esempio ci risulta che la nostra partecipata C.A.L.L.L. abbia ricevuto cartelle per riaccertamenti ICI/IMU per gli anni dal 2009 al 2012 e la domanda è: ma ha saldato il dovuto?
Speriamo che la cosa si chiarisca almeno quando discuteremo di questa partecipata nel prossimo Consiglio comunale.
Persino il Collegio dei Revisori dei conti raccomanda all’Amministrazione il minuzioso controllo della fase di riscossione delle entrate tributarie ed extratributarie, perché le entrate non corrispondono agli accertamenti effettuati.
Qualcuno continua a non pagare e, a questo punto, ci riserviamo un accesso agli atti per cercare di capire anche noi il perché e chi.
Magari la crisi morde e non si riesce a saldare il dovuto, ma magari qualcuno continua a fare il furbo.
E visto che ho toccato una partecipata, parliamo un po’ di queste:sono anni che andiamo avvisando di come i bilanci delle nostre partecipate hanno gravato, e graveranno più direttamente in un futuro ahimè molto prossimo, sul bilancio stesso dell’ Amministrazione.

Sarzana Itinerari culturali:

da tre anni in liquidazione e da tre anni accumula, immotivatamente , visto che non è più operativa, perdite. A parte i debiti saldati negli anni passati con la quota di riserva versata dai soci, quindi coi soldi dei cittadini visto che il Comune è socio al 51% assieme a Fondazione Carispe che detiene il 49%, e che si prospettano già di per sè come danno erariale, nel 2015, ad esempio, il bilancio della società… inattiva, lo ribadisco… ha chiuso con 12.607 € di perdita d’esercizio. Presumiamo la stessa cosa per il 2016, anno di cui non abbiamo il bilancio allegato alla pratica del rendiconto.

Sarzana Valorizzazione Patrimonio:

è il “must” del disastro partecipate, ma potrebbe persino non essere la tegola peggiore nonostante più di un milione di debito nel confronti dell’amministrazione, che andranno assorbiti dal bilancio comunale non appena la società, anch’essa in liquidazione da tempo, cesserà.
Sempre ammesso poi che sia solo un milione, come accantonato dall’amministrazione, perché: è vero che i Revisori del conti hanno riportato in maniera generica che l’Amministrazione ha provveduto alla verifica dei crediti e debiti relativi alle proprie società partecipate, come riportato in allegato alla pratica del rendiconto, ma nulla hanno detto in merito al disallineamento tra crediti e debiti della società, giacchè la stessa evidenzia un debito verso il Comune di 1.531.000 € a fronte di un credito di 221.000. Quindi con un disavanzo verso il comune di 1.310.000 €; cioè 300.000 € in più di quanto ci risulta riportato in bilancio come accantonamento dall’ Amministrazione.
Situazione imbarazzante su cui i Revisori paiono non approfondire.
Imbarazzante perché se la quota da accantonare fosse effettivamente di 1.300.000 €, e non si capisce perché non dovrebbe essendo dichiarata espressamente dal liquidatore della società, si avrebbe un risultato finale di amministrazione ben diverso su cui i Revisori avrebbero dovuto ben argomentare.
Che sia un milione abbondante o molto di più, si somma poi al milione e mezzo di fidejussione distribuito sui 5 anni dall’accordo fra il Sindaco e la CARISPE e che, a detta del superconsulente genovese avvocato Cocchi, magari poteva essere persino impugnato perché non più esigibile, come ipotizzato nella consulenza richiesta dall’ Amministrazione.

C.A.L.L.L.

Abbiamo poi 6 milioni e mezzo di debiti della società C.A.L.L.L. che gestisce il Centro Agroalimentare del Levate Ligure e Lunigiana, che i Sarzanesi chiamano genericamente “mercato di Pallodola” per mutui con la Cassa Depositi e Prestiti che anticipiamo integralmente a garanzia della società che, invece, partecipiamo al 78%.
A maggio dell’anno scorso denunciavamo già la situazione e chiedevamo come mai, se il comune è socio al 78% della società, gli altri soci non abbiano partecipato e non partecipino tutt’ora al 22% alla liquidazione del mutuo interamente garantito, invece, dal solo nostro Comune.
Mutuo, peraltro, frutto della ricontrattazione ed accorpamento di tre mutui precedenti prolungati fino ad oltre il 2030 a dimostrazione, già a quel tempo, della scarsa capacità della società di fronteggiare i debiti, i costi e di autofinanziarsi.
Un mutuo, interamente da noi garantito, come dicevo prima, a cui si devono sommare ulteriori 1.300.000 € di altri debiti per altri mutui con altri soggetti bancari.
Tutti debiti che entro il prossimo Settembre l’Amministrazione dovrà assorbire per la propria quota parte, a norma di legge, nel proprio bilancio consolidato.
Pensate che a questa situazione qualche “genietto della finanza” aveva pensato di sommare un altro mutuo da 3 milioni e mezzo, che con gli interessi sarebbe arrivato a 6 milioni e rotti circa di nuovi debiti da aggiungere ai 7 e mezzo circa già oggi a bilancio.
Pensate: da 7 milioni e mezzo di debiti, in un colpo solo, si passava a circa 13-14… e poco ci consola il fatto che in Commissione l’ Assessore al bilancio abbia evidenziato come la società abbia un valore immobiliare di circa 15 milioni.
Siamo stati costretti a svendere l’immobile della caserma della Guardia di Finanza a meno della metà del valore di mercato, non riusciamo a svendere neppure il vecchio macello dopo due aste andate deserte, non si riescono a vendere i locali sotto la Pubblica assistenza e neppure la vecchia scuola del XXI Luglio, che abbiamo già svalutato rispetto al primo prezzo, figurarsi se in caso di fallimento si riuscirebbe a coprire l’esposizione debitoria della partecipata CALLL vendendo a 15 milioni.
Mai visto, in caso di fallimento di una società, arrivare privati per acquisire gli immobili a prezzo di mercato!
Nutriamo seri dubbi, peraltro, che ci siano realmente le risorse per la copertura dei 10 milioni e 400.000 euro, comunque previsti, che dovrebbero essere accantonati per legge.
E poi c’è un altro punto che non siamo riusciti a chiarire nonostante il passaggio in Commissione: nella tabella dei Revisori dei conti relativa all’attivo dello stato patrimoniale è riportato il valore delle partecipazioni nelle società pari a 3.843.313 € mentre quello relativo al 2015 è di 10.471.166 €. Quindi nel 2016 è inferiore di 6.627.852 €.
In Commissione è stato detto che questa cifra ricompare poi nell’attivo circolante, ma ad una successiva verifica non siamo riusciti a trovarla.
Non sarebbe cosa da poco se risultasse vero il valore di 3.800.000 € perché da nessuna parte si trova una giustificazione ed un approfondimento dei Revisori che, nel caso, sarebbe stato necessario per evidenziare la una cattiva gestione delle società partecipate negli anni precedenti, mai evidenziata nel corso degli anni, che avrebbe portato ad una perdita patrimoniale di circa il 65%.
Su questo punto, sia il Collegio dei revisori, che il responsabile amministrativo, dovrebbero fare chiarezza ed anticipiamo quindi che chiederemo la redazione di specifiche tabelle sul valore reale di ogni singola immobilizzazione nel corso degli ultimi 5 anni coi dati sintetici principali relativi ad andamento di ricavi e costi, risultati di esercizio, perdite pregresse, patrimonio netto, debiti e crediti.
Come già portato all’attenzione della Commissione segnaliamo anche che nell’elenco delle società partecipate manca una società partecipata allo 0.90%.

Consorzio Sviluppo Sistema Sarzana (C.S.S.S)

Pur nell’esiguità della quota societaria l’ Amministrazione dovrebbe assolvere tutti gli obblighi previsti dalle norme ed assoggettare quindi anche questa partecipata ai dettami del Testo Unico degli Enti Locali. La risposta data in Commissione, ovvero che l’ Amministrazione andrà entro i prossimi due mesi alla nuova verifica delle società partecipate per arrivare entro settembre ad avere il dettaglio per stilare il bilancio consolidato, non giustifica l’elusione dell’inserimento della documentazione relativa alla società già nel Rendiconto del 2016, cosa che, anzi, doveva già essere stata fatta dal momento dell’istituzione con l’atto registrato dal notaio Chianca.

ACAM

Una nota a parte su quello che è uno dei nostri cavalli di battaglia ovvero il rapporto finanziario dell’ Amministrazione rispetto ad ACAM per la gestione dei rifiuti.
Non è certo una novità che sistematicamente noi contestiamo il piano finanziario che ACAM impone, non sottopone, ma impone veramente all’Amministrazione e che il Consiglio comunale sistematicamente approva.
Un piano finanziario che, vi ricordo, è parte integrante delle entrate tributarie dell’ Amministrazione e pesa sulle spalle dei cittadini per quasi 6 milioni di euro e che nulla ci dice sulla ripartizione di questa cifra.
Conosciamo solo la quota di competenza comunale relativa alla parte amministrativa, ma non sappiamo nulla sulla ripartizione fra spese di smaltimento, spese per investimenti e spese per servizio di raccolta relativi al nostro comune.
Ebbene, questo è dimostrato persino dal nuovo contratto di servizio che l’Amministrazione ha stipulato con ACAM.
Sfido qualunque persona presente qui in Consiglio comunale, dai colleghi consiglieri al sindaco, dal Segretario generale all’Assessore all’ Ambiente, a dire quanto ci costa il servizio di raccolta dei rifiuti.
Ve lo dico io: non lo sappiamo!
Non lo sappiamo perché nel contratto di servizio non c’è.
Non c’è un capitolato col dettaglio dei costi da cui evincere il costo totale del servizio. Il contratto rimanda al piano finanziario ed il piano finanziario, come vi ho detto non scorpora i costi.
Nel precedente contratto era ben dettagliato il capitolato d’appalto coi singoli costi per mezzi, uomini e materiali.
Erano inserite clausole di penale per disservizi o interruzioni.
In questo no. Neppure ci sono le penalità!
Neppure c’è un accenno al raggiungimento di percentuali oltre il 65%, che ACAM prevede stabile per i prossimi tre anni, quindi senza possibilità di aumentare gli introiti derivanti dalla vendita ai consorzi dei materiali differenziati e recuperati con la differenziata dei cittadini, percentuali superiori atte ad ottenere sconti regionali sulla tariffazione dei rifiuti.
Ma soprattutto, ripeto, non si sa quanto ci costa il servizio.
Quindi non sappiamo neppure se la qualità e l’efficienza del sevizio corrisponde al costo; o se nel costo ci sono margini per migliorare la stessa raccolta differenziata o modificarla in base alle esigenze delle singole realtà cittadine e del territorio comunale.
Da altre parti, neppure tanto distanti, il servizio funziona molto meglio e le tariffe sono inferiori.
In comuni vicini si comincia a diminuire la spesa dei cittadini, mano a mano che aumenta la percentuale di differenziata, fino ad avviare sperimentazioni di tariffa puntuale con evidenti e grandissimi benefici per i cittadini più virtuosi.
Qui no! Qui si paga e zitti!
Con una amministrazione consenziente e silente in questo senso.
Bene… anche qui anticipiamo che andremo fino in fondo.
Anche qui chiederemo un accesso agli atti per sapere quanto ci è stato fatturato per lo smaltimento, quanto per investimenti coi relativi dettagli, a quanto ammontano le entrate per la vendita dei materiali recuperati e, quindi, sottraendo queste cifre al totale che ci chiede ACAM, scopriremo quanto ci costa il servizio.
Allora credo ne vedremo delle belle.
Prima del giudizio finale tecnico su questo rendiconto, voglio ancora aprire un paio di parentesi: una su una nota positiva ed su una nota una negativa.
La positiva: abbiamo chiesto in Commissione che fine aveva fatto il debito che era uscito lo scorso anno con ARTE relativamente agli affitti per le unità abitative requisite dal comune.
Il Dott. Formato ha comunicato che la precedente quantificazione in 250.000 euro, che il sindaco aveva portato all’attenzione del Consiglio vantando il risultato di avere strappato ad ARTE una rateizzazione in tre anni, se non ricordo male di 50.000 + 50.000 + 150.000 rispettivamente nel 2017, 2018 e 2019 ribaltando il debito principale sulla futura amministrazione, è stato ricontrattato a circa la metà. Pure questa rateizzata in tre anni.
Penso che per una volta ci possiamo attribuire questo merito visto che da noi era partita la segnalazione in Commissione che il debito non era chiaro e che il nostro stesso avvocato ne aveva contestato la natura e l’esigibilità.
Questo risultato dice che avevamo ragione e che, quindi, abbiamo fatto risparmiare qualcosa al Comune che invece il Sindaco avrebbe maldestramente speso.
La nota negativa… ancora una volta, perché credo sia un tema che mai mi vedrà dimentico di questo problema: voglio evidenziare che l’Amministrazione ha nuovamente violato i disposti normativi che prevedono di destinare il 10% degli oneri di urbanizzazione all’abbattimento delle barriere architettoniche.
Non approfondisco, ma ci tengo ad evidenziarlo nuovamente anno dopo anno.
Per ultimo chiudo evidenziando che la giunta, a pagina 22 della sua relazione, afferma che “Per il Comune di Sarzana l’esercizio 2016 si chiude con un risultato finanziario positivo pari ad euro 8.011.047,28 che al netto degli accantonamenti ha generato un risultato pari ad euro –5.064.909,34 migliorato rispetto all’anno 2015 di euro 252.071,31, rispettando il previsto riassorbimento del disavanzo derivante dal processo di riaccertamento straordinario dei residui nel rispetto del piano di rientro trentennale”.
Questo puntando decisamente e furbescamente l’enfasi della frase sulla parte positiva, come ha fatto anche l’ assessore Ravecca nella sua esposizione, ma deve ricordarsi, la giunta, ed anzi lo ricordiamo noi a tutto il Consiglio comunale, che il bilancio si chiude con un disavanzo in negativo di più di 5 milioni. Quel segnetto meno… piccolissimo prima della cifra, quasi battuto come per dire “speriamo non se ne accorgano”.
Se associamo questo ai debiti residui con le banche che vanno oltre i 30 milioni ed al pensiero di dover assorbire entro settembre i bilanci delle partecipate chi cui ho ampiamente detto, e a cui mi corre l’obbligo di dover aggiungere le partecipate ATC ed ACAM, con quest’ultima che di per se è un Moloch oramai insaziabile, c’è veramente da tremare.
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