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Scuole: chi ci capisce? Qualcuno, ovviamente, si…

E' il 30 agosto 2006

Il Sindaco Massimo CALEO porta la Giunta in Consiglio comunale per comunicare che il Dipartimento di ingegneria del Politecnico di Torino, dopo avere effettuato un’analisi di stabilità del plesso scolastico di viale XXI Luglio, ha preannunciato la necessità di ulteriori indagini per definire la sicurezza globale dell’edificio.

Il fine dei tecnici è quello di compiere ulteriori indagini (definite “distruttive o semidistruttive”) per dare un quadro completo anche dal punto di vista antisismico; consigliano quindi di non utilizzare la struttura durante i lavori perchè “incompatibili con l’attività scolastica”.

Il Sindaco CALEO e gli Assessori Alessio CAVARRA, Gino AMBROSINI, Antonella GUASTINI, Stefano MILANO, Luca PICCIOLI, Rosanna PITTIGLIO e Roberto BOTTIGLIONI, con il verbalizzante Segretario Generale Reggente Franco BERTOLANI, propongono al Consiglio comunale il trasferimento degli studenti presso il plesso scolastico Poggi – Carducci, evidentemente provvisorio, in attesa delle suddette ulteriori indagini “distruttive o semidistruttive incompatibili con l’attività scolastica”.

Il Consiglio, all’unanimità, approva.

Da allora la storica scuola DEI SARZANESI comincia il suo lento degrado, “apparentemente” dimenticata; da Torino, arriva poi la sentenza: la scuola non è sicura. La perizia, effettuata allora partendo dal parametro di sismicità del territorio in “classe 2” (sismicità medio alta) decreta che la scuola non risponde ai requisiti di sicurezza antisismica.
Ma, n
el frattempo, il nostro territorio era già stato declassato in “classe tre” (sismicità bassa).

L’Amministrazione Caleo prende atto del responso e lascia gli alunni alla Poggi – Carducci senza pensare che la perizia, sbagliata, perchè effettuata in classe due, dovesse essere rifatta per valutare il vero rischio, e, soprattuto, per valutare i costo degli interventi necessari che, sicuramente, sarebbero stati enormememnte più bassi.

La considerevole cifra preventivata in seguito alla sopravvalutata perizia antisismica in classe 3 (6,8 mln di €) risulta infatti incompatibile con il Patto di stabilità già “sfondato”. Il  Comune non ha risorse proprie quindi, ma non chiede neppure i finanziamenti pubblici stanziati per l’edilizia scolastica, forse perchè l’intervento previsto per l’adeguamento viene “ritenuto” comunque troppo oneroso dall’Amministrazione.

La scuola rimane chiusa ed inutilizzata, abbandonata al degrado del tempo e alle azioni vandaliche, come evidenziato nel sopralluogo del consigliere Valter Chiappini  con la sola eccezione per una porzione concessa all’uso della Cooperativa di ristorazione C.I.R. che ne fa un suo centro di cottura pasti come se quella porzione fosse esente dal rischio..

Per la Poggi – Carducci nessuno pensa ad avviare lo stesso tipo di perizia atta a valutare il grado di resistenza sismica; però arrivano nel tempo interventi limitati a porzioni della struttura: dal porticato d’accesso, alla tamponatura di pilastri… Si decide “solo” di non utilizzare il 3° piano per non gravare sui piani sottostanti,  e di chiudere la grande palestra per problemi di sicurezza statica, poi sostituita con una tensostruttura provviroria da anni.

Ma di perizia antisismica, come dicevamo, nessun segnale. Ciò malgrado il Governo, con decreto legge, stia imponendo ai proprietari delle strutture scolastiche di periziare gli immobili di loro proprietà entro il Marzo 2013 mettendo a disposizione, in vari periodi e per vari canali, finanziamenti per la ristrutturazione e l’adeguamento.

L’azione del Governo nasce dalla spinta a prevenire crolli di scuole dopo quelli tragici occorsi durante eventi sismici, San Giuliano in primis; da qui l’esortazione a verificare la sicurezza sismica di tutti i plessi scolastici in base anche alle indicazioni di sismicità dei territori e di risposta alle sollecitazioni sismiche dei terreni dove le scuole sono costruite, senza tuttavia imporre per legge né la chiusura, nè la ristrutturazione, decisioni queste che vengono lasciate al senso di responsabilità dei proprietari (Sindaci e Presidenti di Provincia).

Nel frattempo la scuola di viale XXI Luglio finisce, nel 2014, sulla stampa per l’ipotesi di acquisto da parte di un gruppo privato locale, che, si dice, voglia far sbarcare a Sarzana una catena di grandi magazzini. Il “gruppo Acconci”, che si sente chiamato in causa, esce allo scoperto per affermare di non essere interessato alle scuole ma a “ben altro”, come dimostrerà il progetto outlet di Brugnato (peccato che l’ipotesi che circolava era proprio di un acquisto a fini commerciali…).

Nel 2014 l’immobile scolastico finisce, di conseguenza, nell’elenco dei “beni alienabili” del Comune. Da scuola di bimbi a scuola di finanza creativa, permetterà all’amministrazione, da lì in poi, di “trascinare” a bilancio l’ipotetica entrata di oltre 5 mln di €, reinserita di anno in anno nell’apposita voce dell’attivo per portare, fittiziamente, il bilancio comunale in equilibrio contabile.
Immediatamente dopo
, col pretesto di per rendere più appetibile l’acquisto dell’immobile, l’ Amministrazione Cavarra decide di proporre una variante al P.R.G. (scaduto) per utilizzo a commerciale, uffici, ricettivo e residenziale…e fioccano fior di osservazioni per evidenziare l’assurdità del progetto: http://www.cittadellaspezia.com/Sarzana/Sarzana-Val-di-Magra/-In-Via-XXI-Luglio-nascera-un-assurdo-172194.aspx

L’allora minoranza tutta, compreso la ex candidata  a sindaco nel 2013  del Centro Destra Sara Frassini – oggi in maggioranza e favorevole alla vendita – che già nel 2012 aveva rilevato come ci fosse stata la possibilità di accedere a finanziamenti pubblici per la ristrutturazione delle scuole,  è contraria all’alienazione e chiede a gran voce una nuova verifica della perizia antisismica anche sulla base delle osservazioni di un noto ingegnere locale che denuncia come la prima perizia sia sbagliata, perchè basata sull’indice sismico territoriale 2 (Media intensità) invece che 3 (bassa intensità). Il risvolto economico di tale affermazione non è di poco conto: comporterebbe infatti un enorme abbattimento del costo delle opere previste per la ristrutturazione antisimica (e statica). Ma la maggioranza avanza a testa bassa bocciando la richiesta dell’opposizione. Eppure – a fronte del “misero” costo di una perizia – la città potrebbe riottenere la scuola tanto cara, sì da ristrutturare – ma a con un onere infinitamente più basso e “muovere” lo scacchiere immobiliare del Comune, poco redditizio ed ingessato dall’incapacita di farlo fruttare al meglio.

Si va, quindi,  alla variante del P.R.G. che prevede il cambio di destinazione d’uso in commerciale, uffici, ricettivo e residenziale. A onor del vero, l’Assessore Ravecca, precedentemente “pressata”, riesce a mantenere anche quello scolastico “perchè non sia mai detto che…”. Da qui cominciano le ipotesi di acquisizione da parte dei privati, ma in realtà nessuno si fa avanti. Tra queste spicca l’ipotesi Cassa Depositi e Prestiti, che il Sindaco dà in buona posizione per l’acquisizione a oltre 5 milioni di euro,  che tuttavia svanisce a causa dei vincoli che gravano sulla scuola. L’Amministrazione si vede costretta ad abbassare considerevolmente il prezzo di vendita.

Un pò di storia della Poggi - Carducci

Nel frattempo, come già accennato, si continua a spendere sulla Poggi – Carducci, MA NON SI PENSA AD UNA PERIZIA CHE DICA FINALMENTE SE ANCHE QUEL PLESSO E’ SICURO O MENO DAL PUNTO DI VISTA SISMICO.

Un po’ di storia della Poggi – Carducci, decisamente trattata diversamente dalla XXI Luglio:

2006 – arriva il certificato di collaudo statico affidato all’Associazione temporanea Ingegneri Pucci e Montefiori

nel periodo 2006/2008 – a seguito delle risultanze del certificato di tale collaudo statico, si dava il via all’adeguamento sismico, “urgente e prioritario”, delle strutture portanti in cemento armato dei porticati di ingresso, per un costo stimato in € 49.000, premettendo che per la Poggi Carducci ERA EMERSA LA NECESSITA’ DI APPROFONDIRE IL “LIVELLO DI CONOSCENZA”,

nel periodo 2009/2011 – si affidavano indagini conoscitive alla società 4Emme di Genova ed alla Università di Pisa PER AUMENTARE IL LIVELLO DI CONOSCENZA E DETERMINARE SUCCESSIVAMENTE L’INDICE DI VULNERABILITA’ SISMICA, che decretavano la chiusura della palestra e la necessità della stesura del progetto di CONSOLIDAMENTO STATICO DELLE STRUTTURE PORTANTI DEI PORTICATI per un importo di ulteriori € 200.000,

2010 – si otteneva il CERTIFICATO DI CONFORMITA’ STATICA del plesso Poggi – Carducci, a firma degli Ing. Pucci e Montefiori, come da requisiti previsti dalle leggi vigenti all’epoca della sua edificazione,

nel periodo 2012/2014 – abbiamo l’esecuzione dei lavori di CONSOLIDAMENTO STATICO delle aree porticate al piano terra con costo confermato in € 200.000

IN BEN 10 ANNI NESSUNO SI E’ PREOCCUPATO DI COMMISSIONARE UNA PERIZIA PER STABILIRE, COME GIA’ PREVEDEVA LA LEGGE, L’INDICE DI RESISTENZA SISMICA (IR) RISPETTO AL MINIMO PREVISTO DALLE NORMATIVE!

solo nel 2015  – si incarica l’Ing. Pucci, con parcella prevista in 40.000 €, di redigere le perizie antisismiche per le scuole Poggi – Carducci, San Lazzaro, Nave e Ghiaia di Falcinello,

nel giugno 2016 – l’ingegner Pucci consegna la perizia sulle Poggi – Carducci datata Aprile 2016 che determina, utilizzando il più basso tra i parametri consentiti (LC1 = Livello di conoscenza 1 – basso rispetto a LC2 – medio – e LC3 – alto) un INDICE DI VULNERABILITA’ SISMICA PARI A UN DECIMO DELL’INDICE MINIMO PREVISTO DALLA NORMATIVA PER LA POGGI ED APPENA SUPERIORE PER LA CARDUCCI (rispettivamente 0,1 e 0,15 su 1).

nello stesso anno, 2016 – a fronte dell’inagibilità dell’asilo Lalli, l’Amministrazione decide di trasferire i bimbi al terzo piano della Poggi che – ricordiamo – era stato liberato precauzionalmente,

sempre nel 2016 – si commissionano alla società Tecnoindagini di Milano indagini termografiche e manuali sui solai del plesso che evidenziano limitate aree di “sfondellamento” (distacco e possibile caduta dell’intonaco sul soffitto) e si dichiara che durante le vacanze di Natale 2017 si darà luogo ai relativi lavori di mesa in sicurezza,

a fine 2017 – si comincia a prevedere una soluzione per portare il plesso nei limiti di sicurezza previsti dalla normativa che prevede l’eliminazione del terzo piano, ritenuto il principale elemento di compromissione della resistenza sismica, della palestra e la costruzione, al suo posto, di un terzo corpo che recuperi le volumetrie del terzo piano, per un costo previsto di 2,6 milioni di euro,

nei primi mesi del 2018 – per il costo della messa in sicurezza del plesso, si ipotizza una diversa cifra: dai 2,6 milioni iniziali si balza ai 5 milioni circa.

L’amministrazione, messa alle strette dall’emergere del grave rischio sancito dalla perizia dell’ Ingegner Pucci, (“scoperta” dal gruppo Sarzana in movimento con un accesso agli atti nell’ambito dello studio e controllo della sicurezza dei nostri edifici scolastici e denunciata il 2 Dicembre 2017), a seguito della richiesta di audizione urgente presentata il 27 Novembre 2017 dal capogruppo in Consiglio Comunale Valter Chiappini, si vede costretta ad affrontare il problema in Consiglio  il 21 Febbraio 2018, con ben tre mesi di ritardo,  alla presenza di numerosi genitori e cittadini.

L’ipotesi che in quella sede cresce e diventa convinzione dopo le risposte dell’ Ing. Pucci alle domande tecniche, concordate con esperti del settore, è che la perizia abbia ottenuto un risultato così basso dovuto al fatto che il “livello di conoscenza” applicato fosse troppo basso e mancante di basilari calcoli e prove che avrebbero consentito invece un livello di resistenza  confortato da migliori prove e calcoli e non già squilibrato sul “precauzionale”.

Se precauzione deve essere, allora precauzione sia di conseguenza, ovvero: il gruppo Sarzana in movimento presenta una mozione per chiedere l’evacuazione “precauzionale” degli alunni e la revisione della perizia da parte di un gruppo di esperti che effettuino anche una controperizia in “classe 3” sulla XXI Luglio al fine di avere ben chiaro il quadro della situazione dei due plessi scolastici, coi relativi costi di adeguamento, e poter decidere la soluzione migliore per la città e le casse comunali ed il progetto esecutivo da inviare per l’ottenimento dei finanziamenti pubblici.

La maggioranza boccia e decide comunque di intervenire solo sulla Poggi – Carducci:
– attendendo il termine dei lavori della Lalli per far tornare i bimbi dal 3° piano all’asilo,
– attendendo la chiusura dell’anno scolastico per “alleggerire il 3° piano da persone, mobilio e pavimentazione (ma la soluzione sanerebbe secondo tecnici di parte solo un eventuale problema statico rispetto a quello sismico)
– attendendo il nuovo anno scolastico per trasferire 7 classi presso l’istituto superiore Parentucelli – Arzelà di proprietà della Provincia.
per poi:
– demolire l’intero 3° piano,
– demolire la palestra che ha problemi statici ed al suo posto costruire un edificio che recuperi le aule ospitate al 3° piano demolito.

In quella sede il Sindaco dichiara anche di avere già avviato le procedure per la richiesta dei finanziamenti pubblici per la messa in sicurezza della Poggi – Carducci, avendo già affidato la stesura del relativo progetto allo stesso estensore della perizia ingegner Pucci,  come risulterebbe da una relazione  a firma del Dirigente Architetto Mugnaini.
Ma – colpo di scena – davanti agli occhi esterrefatti di consiglieri e vasto pubblico di genitori presenti, l’ingegnere nega di aver ricevuto tale incarico:  l’architetto Mugnaini è costretto ad assumersi le responsabilità di avere firmato una relazione che contiene un falso, pur giustificandosi col fatto che, successivamente alla stesura che contiene l’incarico a Pucci, ha deciso che il progetto poteva essere fatto direttamente dall’Ufficio Tecnico del Comune.
In questo bailamme, è lecito pensare che, dopo avere perso il treno per un canale di finanziamento pubblico che scadeva il 20 Febbraio (il giorno prima del Consiglio Comunale!), l’Amministrazione non abbia inviato nessuna pratica di richiesta di finanziamento per l’accesso agli specifici fondi 2018 -2020.

E ancora non basta: salta anche la previsione di spostare 7 classi all’istituto Parentucelli – Arzelà, di proprietà della Provincia, perchè anche lì salta fuori un indice di resistenza sismica pari a 0,26 su 1…
La scuola non è sicura per le 7 classi delle Poggi – Carducci, ma continua ad ospitare i più di mille delle scuole superiori…

La saga continua …

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